Proposta di legge sulla sicurezza urbana integrata e bonus
E' presentata dai consiglieri regionali della Lega D'Incecco e Mannetti
2026-03-04T17:00:00+01:00 - Walter Cori
PESCARA - Bonus sicurezza, sostegno ai Comuni attraverso contributi per progetti di sicurezza urbana integrata, istituzione di un Osservatorio regionale dedicato. Sono alcuni fra i principali punti della proposta di legge "Disposizioni in materia di sicurezza urbana integrata, prevenzione dei reati predatori e istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo", presentata dai consiglieri regionali della Lega, Vincenzo D'Incecco e Carla Mannetti e illustrata, oggi, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione a Pescara.
"Negli ultimi anni - spiegano -, anche in Abruzzo, è andata aumentando la percezione di insicurezza da parte dei cittadini, legata ai fenomeni di microcriminalità: furti in abitazioni ed esercizi commerciali, episodi di vandalismo, degrado urbano. Nell'ambito di quelle che sono le competenze regionali, la nostra proposta vuole dare delle risposte, cercando di migliorare la vivibilità dei centri urbani e non solo. La Regione, attraverso il provvedimento – precisano D'Incecco e Mannetti -, non interviene sulle funzioni di pubblica sicurezza, che sono riservate naturalmente allo Stato, ma intende promuovere un modello di sicurezza urbana integrata fondato sulla prevenzione, sulla programmazione e sulla collaborazione istituzionale, dotando l'Abruzzo di strumenti a sostegno di cittadini, imprese ed enti locali”. Tra i contenuti figura, come detto, l'istituzione del Bonus Sicurezza Abruzzo, una misura di sostegno economico destinata a cittadini residenti, condomìni e micro e piccole imprese operanti nel territorio regionale. Il contributo, riconosciuto fino a un massimo del 50 per cento della spesa ammissibile, è finalizzato all'installazione o al potenziamento di sistemi di allarme, impianti di videosorveglianza e dispositivi di sicurezza passiva, quali porte blindate e serrature di sicurezza. La proposta prevede inoltre l'adozione di un Programma regionale triennale per la sicurezza urbana integrata, approvato dalla Giunta regionale previo parere della Commissione consiliare competente. Il Programma costituirà lo strumento di pianificazione strategica attraverso cui individuare priorità territoriali, criteri di finanziamento e indicatori di monitoraggio, assicurando un approccio sistemico agli interventi. Particolare attenzione è riservata ai Comuni, che sono il primo presidio istituzionale sul territorio. La Regione potrà concedere contributi per progetti di sicurezza urbana integrata, dando priorità alle aree interessate da fenomeni di microcriminalità o caratterizzate da condizioni di maggiore vulnerabilità sociale. La legge valorizza poi le esperienze di cittadinanza attiva, tra cui il controllo di vicinato già presente in diversi centri abruzzesi quale forma di collaborazione tra istituzioni e comunità locali. Per garantire adeguata copertura finanziaria, è istituito il Fondo regionale per la sicurezza urbana integrata, con una dotazione iniziale di 500 mila euro derivanti dall'accertamento di maggiori entrate tributarie ed extratributarie. Il Fondo potrà essere incrementato mediante l'utilizzo di risorse europee, in particolare del Programma FESR 2021–2027 nonché del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e di ulteriori stanziamenti nazionali compatibili, in coerenza con la programmazione vigente. La proposta prevede anche l'istituzione dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana con funzioni di analisi, monitoraggio e supporto tecnico agli enti locali così da garantire una valutazione costante delle misure adottate e dei risultati conseguiti. "La Regione non ha competenze dirette in materia di ordine pubblico - sottolineano Mannetti e D'Incecco -, ma può cooperare e fare da capofila in un lavoro di sicurezza integrata ed è questo il nostro intento. Abbiamo previsto, dunque, l'istituzione dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza urbana e un coordinamento istituzionale con prefetture e Comuni. La sicurezza non si costruisce su un solo livello, ma attraverso l'azione integrata di più attori. È necessario rafforzare sì il ruolo delle forze dell’ordine, ma allo stesso tempo intervenire sui territori, analizzando le aree più esposte a fenomeni di microcriminalità, spesso segnate da degrado urbano e difficoltà sociali. Attraverso il Programma regionale e l'Osservatorio potremo individuare le criticità e dare risposte anche economiche, sostenendo i Comuni e potenziando i sistemi di videosorveglianza, che più sono diffusi e messi in rete, più risultano efficaci. Accanto a tutto questo – concludono – è fondamentale continuare a promuovere la cultura della legalità, coinvolgendo scuole, famiglie e comunità locali".