Promozione/A, favola Rosetana: la stagione dei miracoli di Matteo Lamedica

Il mister: "Roseto è casa mia. Vincere e sognare non è vietato"

- La Redazione

Promozione/A, favola Rosetana: la stagione dei miracoli di Matteo Lamedica

di Stefano Vecellio

TERAMO - C’è un’aria diversa a Roseto, ma questa volta arriva da uno stadio di calcio e non da un palazzetto di basket. Uno stadio che è diventato un fortino, finora invalicabile per tutte le squadre del girone A di Promozione. Finalmente l’odore dell’erba del Fonte dell’Olmo sta fiorendo accanto a quello del legno del parquet del Pala Maggetti, prendendo posto nell’anima del Lido delle Rose grazie alla straordinaria stagione della Rosetana. Con 23 vittorie in 29 gare e 19 risultati utili consecutivi, a 5 giornate dalla fine della regular season gli adriatici si stanno giocando il primo posto con la corazzata Avezzano. Un risultato impronosticabile per gli addetti ai lavori, ma non per il tecnico Matteo Lamedica, che ha sempre creduto e curato questo gruppo, che oggi alle 15:30 si giocherà il primo trofeo della stagione. 

  • Mister, partiamo dall’appuntamento di oggi pomeriggio: la finale di Coppa Italia contro il San Vito ’83. Che clima si respira a poche ore dal calcio d’inizio?

“Per noi è stato un percorso fantastico arrivare fin qui, non vediamo l’ora di giocarci questo trofeo. Il San Vito è una squadra rognosa, ha nomi importanti e arriva da una striscia positiva notevole. Hanno grande entusiasmo: non scordiamoci che due anni fa hanno raggiunto lo stesso traguardo senza vincere, ma sta volta vorranno scrivere un finale diverso. Sicuramente è un avversario da non sottovalutare, sono quinti in classifica e vanno tenuti sotto grande osservazione. Noi dovremo essere bravi a limare i loro punti di forza e far uscire i nostri”.

  • Riavvolgiamo il nastro e torniamo allo 0-0 nel big match della scorsa settimana contro l’Avezzano: cosa è mancato per portare a casa i tre punti? 

“Un po’ più di lucidità sotto porta, un limite che ultimamente ci sta condizionando. Sappiamo soffrire quando c’è da soffrire e gestire palla quando serve, sappiamo leggere i momenti della partita, però quando crei e devi concludere stiamo facendo un po’ di fatica”.

  • Un pareggio che lascia ancora apertissima la corsa al titolo, con solo 2 punti che vi separano dai lupi biancoverdi. Con sole 5 giornate alla fine, cosa serve adesso per fare il sorpasso decisivo?

“Molto semplicemente un passo falso dell’Avezzano. Se guardiamo il calendario, loro hanno partite un po’ più facili delle nostre e sembra quasi impossibile che perdano punti in questo finale di stagione. Noi però gli stiamo con il fiato sul collo, un po’ di apprensione ce l’hanno. Poi, come si dice, la palla è tonda, può succedere di tutto. Noi ci speriamo, anche se è dura”.

  • A proposito di calendario, dopo la sosta avrete la trasferta di Casoli. Che gara vi aspettate?

“Dopo noi e l’Avezzano, il Casoli è la squadra più in forma del campionato. Vorranno fare bella figura in casa loro, anche perché giocheranno senza ansie non avendo più obiettivi. Vincere contro di noi per loro sarebbe un bottino importante”.

  • Tra queste 5 sfide rimaste, c’è una squadra che la spaventa di più affrontare?

“Arrivati a questo punto della stagione non mi spaventa più nessuno. So che giocheranno tutti quanti per vincere contro di noi: Casoli e Villa Mattoni si giocano il terzo posto, Hatria e Favale devono salvarsi. Ognuno ha il suo obiettivo, ma noi non abbiamo paura e lotteremo fino alla fine per centrare il nostro”.

  • Al di là di quello che succederà poi a maggio, questo rimarrà un campionato storico per la Rosetana. Vi aspettavate ad inizio stagione di poter lottare per questi traguardi così importanti?

“È un percorso iniziato l’anno scorso. Non dimentichiamoci che la scorsa stagione ho preso in corsa una squadra ultima in classifica e l’ho portata quasi ai playoff. Avevo chiesto ai ragazzi di rimanere per costruire qualcosa di importante e così è stato. Abbiamo aggiunto tasselli mirati alla vecchia ossatura e già ad agosto avevo capito che si era creato un bell’ambiente. Al di là di come andrà finire, sarà assolutamente un bicchiere mezzo pieno”.

  • Qual è il vero punto di forza di questa squadra?

“Il gruppo, senza dubbio: compatto e coeso. La società non ci ha fatto mancare niente, i ragazzi vengono all’allenamento felici, non saltano mai una seduta e c’è sempre entusiasmo. Questo è lo spirito giusto per vincere qualcosa d’importante”.

  • Roseto vive per il basket. Come si costruisce un rapporto con i tifosi in una piazza così?

“Il basket qui ha una risonanza maggiore, è un dato di fatto. Sta a noi quest’anno fare qualcosa di straordinario, vincere qualcosa e cercare di far avvicinare più gente possibile al calcio. Dobbiamo far sognare i nostri tifosi”.

  • Il suo è davvero un legame di sangue con questa società. Ma in futuro si riesce a vedere lontano dalla Rosetana?

“Io sono rosetano, vivo qui, la Rosetana è casa mia. Se dovessimo centrare l’obiettivo mi piacerebbe fare un altro campionato su questa panchina in Eccellenza, ma non nascondo di aver già ricevuto chiamate da altre squadre. Alla fine la decisione dipenderà da tanti fattori: ora voglio finire al meglio questa stagione intensa, poi in estate penseremo al futuro con tranquillità”.