Progetto San Giorgio, al via la convenzione tra Unite e Arma dei Carabinieri per selezionare i cavalli dei Corazzieri
L'obiettivo a medio-lungo termine, dichiarato dal progetto stesso, è la costituzione di un nucleo stabile di riproduttori e la produzione di un cavallo militare per il Reggimento Corazzieri
- La Redazione
TERAMO - La terza missione dell'università, il compito che il MIUR affida agli atenei di trasformare la ricerca in servizio per la collettività, ha oggi un destinatario che raramente compare in un piano di sviluppo rurale: lo Stato stesso, nella sua componente militare. Una convenzione quadro tra UNITERAMO e il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri ha reso tangibile questo compito, e ha preso il nome di Progetto San Giorgio: sono nati i primi puledri di un percorso che lega la conservazione dei cavalli italiani all'impiego dei suoi discendenti nei ranghi a cavallo del Corpo. Il progetto si sviluppa presso il Centro di Selezione Equestre "Galeone-Gorgofreddo" di Martina Franca, in Puglia, cuore storico dell'allevamento della razza Murgese, in collaborazione con il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari e con il Corpo Militare ACISMOM.
Il meccanismo è lineare quanto la sua portata è ambiziosa. Stalloni scelti per l'imponenza della mole e la statura su fattrici italiane di razza Murgese, la cosiddetta base materna, con l'obiettivo di selezionare soggetti di taglia importante destinati al Reggimento a Cavallo. Lo standard richiesto è preciso quanto esigente: un'altezza al garrese non inferiore a 175-177 centimetri e un mantello rigorosamente morello o baio, tra gli altri, gli stessi criteri fisici che da sempre orientano la scelta dei cavalieri della scorta d'onore. Tra gli stalloni impiegati nel piano di accoppiamenti figura Comanchero, di razza Oldenburg, morello, approvato nel 2021 durante gli Oldenburg Stallion Days per il modello, la cavalcabilità e la potenza atletica: un soggetto di 178 centimetri al garrese, scelto proprio per trasferire alla progenie la statura che il servizio richiede. La statura dei cavalieri del Corpo dei Corazzieri, proverbialmente superiore alla media, chiede oggi una statura equivalente nella loro cavalcatura: il progetto lavora esattamente su questa corrispondenza, allineata dallo stesso criterio istituzionale.
Qui la genetica racconta più di quanto sembri a un primo sguardo. La taglia si trasmette per via quantitativa, sommando l'apporto dei due genitori, ed è per questo che lo stallone diventa il vettore della statura richiesta. La Murgese aggiunge al patrimonio genetico anche un temperamento, oltre a ossatura e altezza al garrese: le fattrici scelte per il progetto, tra cui Ginevra, Nicea, Paola, Quirina II e Tempesta del Galeone, discendono da linee di sangue storiche della razza, come quelle di Nerone, Araldo delle Murge e Granduca da Martina, e sono state selezionate per un'altezza superiore alla media della razza e per un equilibrio caratteriale che i tecnici definiscono impeccabile. Secoli di lavoro fianco a fianco con l'uomo, nelle masserie e nei tratturi pugliesi, hanno selezionato nella razza una predisposizione comportamentale verso la collaborazione che la genetica di popolazione osserva oggi e la selezione può orientare con la stessa serietà con cui orienta l'altezza al garrese. La biologia evolutiva insegna che i caratteri utili alla convivenza con un'altra specie, ripetuti per abbastanza generazioni, si depositano nel genoma come eredità stabile. Qui accade esattamente questo: un tratto comportamentale coltivato per necessità agricola viene messo al servizio di un compito diverso, la relazione tra il cavaliere e il proprio cavallo nei ranghi montati dell'Arma, senza che la specie debba reinventare nulla di sé.
Il quadro giuridico che rende possibile tutto questo è la struttura portante del progetto. Il Regolamento (UE) 2016/1012 stabilisce che gli allevatori debbano avere la libera scelta sui propri riproduttori, maschi o femmine che siano. Il considerando 10 del Regolamento su citato lo ricorda in termini ancora più netti, quando afferma che le risorse genetiche animali sono un elemento indispensabile della biodiversità agricola e che il diritto dell'Unione deve promuovere progettualità valide per la conservazione e il miglioramento, in particolare per quelle autoctone non comunemente diffuse. L'incrocio controllato con stalloni di razze estere, in questo quadro, non è una deviazione dalla tradizione ma la sua continuazione: fin dagli anni Trenta del Novecento la razza Murgese si è costituita anche attraverso incroci mirati, e il piano di accoppiamenti avviato nel 2025 si inserisce nello stesso solco storico, questa volta con un obiettivo di servizio definito e uno scopo di conservazione dichiarato. Ogni puledro nato da questa convenzione porta con sé, insieme ai pedigree di origine su linea materna e paterna, la conformità a un impianto normativo pensato apposta per progettualità come questa.
I primi risultati sono arrivati nel 2026, con la nascita di cinque puledri, quattro maschi e una femmina: Zahir del Galeone, Zoran del Galeone, Zahara del Galeone, Zlatan del Galeone e Zubin del Galeone. Tutti sono caratterizzati da una notevole armonia morfologica, un vigore marcato e un equilibrio psicofisico che il team veterinario del progetto giudica già promettente rispetto agli obiettivi di lungo periodo. Non si tratta soltanto di guadagnare centimetri: l'obiettivo dichiarato è fissare, insieme alla statura, i caratteri di docilità, eleganza e robustezza che la cavalcatura di rappresentanza richiede.
Sul versante istituzionale la storia è altrettanto densa. Il legame tra l'Arma dei Carabinieri e il cavallo attraversa due secoli di storia del Corpo, dai primi reparti a cavallo alla scorta d'onore dei Corazzieri, oggi erede di una tradizione che seleziona i propri uomini per caratteristiche psico-attitudinali statura quanto seleziona i propri cavalli per sviluppo scheletrico e mole. Mettere la genetica delle popolazioni locali al servizio di questa tradizione significa riconoscere che un compito istituzionale di questo peso può essere assolto da un patrimonio zootecnico italiano, allevato e selezionato in Italia per l'Italia.
Il progetto trova la propria collocazione scientifica dentro SAVETHEBIODIVERSITY, la piattaforma che raccoglie vent'anni di collaborazione tra UNITE e PASSIONECAITPR nel servizio agli allevatori. È lì, nella stessa terza missione da cui siamo partiti, che il Dipartimento di Medicina Veterinaria di Teramo e la Scuola di Specializzazione in Fisiopatologia della Riproduzione degli animali domestici hanno costruito negli ultimi anni, sotto la guida del professor Augusto Carluccio, un metodo che nel panorama della conservazione in Italia resta un unicum: fare della genetica di conservazione un servizio pubblico continuo, capace di attraversare bandi, convenzioni e ora anche accordi di questa portata, fino al Centro di Riproduzione Assistita Equina dell'azienda agricola di Chiareto, in provincia di Teramo, dove le tecniche di riproduzione assistita più avanzate incontrano patrimoni genetici orientati a servire lo Stato.
L'obiettivo a medio-lungo termine, dichiarato dal progetto stesso, è la costituzione di un nucleo stabile di riproduttori e la produzione di un cavallo militare per il Reggimento Corazzieri interamente concepito e allevato nell'Arma, per l'Arma, a partire dal cuore del patrimonio genetico italiano che la razza cavallina delle Murge custodisce da sempre.
I puledri nati quest'anno sono la prova che una razza autoctona può reggere, sul proprio dorso, tanto il peso della propria storia quanto quello di un'uniforme.
Annalisa Parisi – Centro Studi per la Biodiversità