“Progetto di vita” e “Trust”, le opportunità per disabili gravi in due podcast social

Illustrati gli istituti previsti dalla legge per per proteggere le persone con gravi disabilità nell'ambito del progetto “Superiamo le barriere”

- La Redazione

“Progetto di vita” e “Trust”, le opportunità per disabili gravi in due podcast social

PESCARA - Il Progetto di vita (articolo 2 del decreto legislativo n. 62 del 2024) è lo strumento fondamentale con cui lo Stato italiano applica i diritti della Convenzione delle Nazioni Unite per le persone con disabilità. Il Trust (previsto dalla legge n. 112 del 2016, detta Dopo di noi) fornisce gli strumenti di separazione del proprio patrimonio, cioè consente a genitori, nonni, a chiunque si voglia occupare di una persona con disabilità grave di separare una parte del proprio patrimonio che può essere composto dai mobili, da fondi, da polizze, ma anche in teoria da quadri, gioielli, finalizzandolo alla cura del disabile.

Tiziana Arista e Fabrizia Francabandera, rispettivamente presidente e vice dell’associazione Cosma (Coordinamento salute mentale Abruzzo), nell’ambito del progetto “Superiamo le barriere”, con il contributo della Fondazione Pescarabruzzo, hanno realizzato due specifici podcast (pubblicati sulla pagine Facebook dell’associazione) per illustrare gli istituti previsti dalle due leggi.

“Il progetto di vita - spiega Arista - è un progetto individuale, personalizzato e partecipato che parte dai desideri, dalle aspettative e dalle preferenze della persona. Il suo obiettivo è individuare sostegni formali e informali per migliorarne la qualità della vita, svilupparne le potenzialità e garantirne la piena partecipazione in condizioni di pari opportunità. È individuale perché prevede percorsi non standardizzati; personalizzato perché modula gli obiettivi in base a talenti e attitudini; partecipato perché mette al centro il protagonismo della persona, che può essere supportata da una figura di fiducia per esprimere le proprie scelte e decisioni, anche in presenza di misure di protezione giuridica. Il progetto di vita coinvolge quattro attori principali: la Pubblica Amministrazione (Comuni e Asl) che mettono a disposizione i fondi; il Terzo settore (cooperative sociali e associazioni che gestiscono i servizi e le attività); la persona che partecipa attivamente alla scelta del proprio percorso e, ovviamente, la famiglia”.

“La legge 112/2016, nota come Dopo di noi, aiuta i genitori a programmare il futuro dei loro figli", aggiunge Francabandera. Lo strumento del Trust è quello descritto nel podcast dalla vicepresidente di Cosma che sottolinea: “Esso fornisce strumenti di separazione del proprio patrimonio, cioè consente a genitori, nonni, a chiunque si voglia occupare di una persona con disabilità grave di separare una parte del proprio patrimonio che può essere composto da immobili, fondi, polizze, ma anche, in teoria, da quadri, gioielli, insomma, tutto il patrimonio. Una parte di questo viene finalizzato alla cura del disabile sostanzialmente attraverso tre istituti: il Trust, l’intestazione fiduciaria dei beni che decide il disponente a favore di una persona con disabilità; il Trustee che è chi riceve, e il Guardiano che è una figura molto importante perché è quella che garantisce, controlla, vigila sull'effettivo uso dei beni per la finalità decisa dal disponente, perché tutto questo naturalmente viene progettato dopo la morte dei genitori, quando il figlio rimane solo”.

Chi volesse approfondire può ascoltare i due podcast ai seguenti link: