Progetto di Sviluppo Aziendale, Alessandrini: "Hanno trasformato gli agricoltori in costruttori"
"La destra apre le campagne al cemento, altro che tutela del suolo", aggiunge la 5 Stelle
- Walter Cori
L'AQUILA - “Con l’approvazione in Consiglio regionale del regolamento per le costruzioni in aree agricole, la maggioranza di destra ha definitivamente gettato la maschera. Tutta la narrazione costruita attorno alla nuova legge urbanistica regionale, presentata come strumento per contrastare il consumo di suolo e tutelare il territorio, si è sciolta alla prima vera prova dei fatti. Tra la difesa del paesaggio agricolo abruzzese e nuove possibilità edificatorie nelle campagne, la destra ha scelto il cemento”. Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini, dopo il voto avvenuto ieri in Consiglio regionale a L’Aquila sul regolamento relativo agli interventi edilizi nelle aree agricole.
“Da oggi”, prosegue Alessandrini, “basterà avere il titolo di imprenditore agricolo per poter realizzare edifici con funzioni molto ampie in aree finora destinate all’agricoltura. È un passaggio gravissimo, che apre un varco al rischio di nuova cementificazione del territorio rurale e a possibili operazioni speculative mascherate da attività agricole. La maggioranza dice di aver ascoltato il mondo agricolo, ma nel testo approvato non c’è una misura seria per sostenere chi lavora la terra ogni giorno. C’è, invece, un via libera a costruire di più e con meno cautele”.
Alessandrini ricorda di aver presentato, in Commissione e poi in Aula, un pacchetto di emendamenti per introdurre limiti, criteri e tutele nel regolamento. “La destra ha respinto tutto, senza aprire un confronto vero sulle criticità tecniche emerse e senza entrare nel merito di proposte di assoluto buon senso. Una chiusura politica incomprensibile e dannosa”.
Tra gli emendamenti bocciati vi era la richiesta di limitare i manufatti destinati alla vendita ai soli prodotti agricoli effettivamente realizzati dall’azienda interessata. “Era una misura semplice e ragionevole”, sottolinea Alessandrini, “per evitare che le campagne abruzzesi vengano trasformate in aree commerciali o punti vendita scollegati dalla produzione agricola locale. Se si consente di costruire in area agricola, almeno si vincolino quelle strutture all’attività agricola reale e alla valorizzazione dei prodotti del territorio. La maggioranza ha respinto anche questo”.
Respinte anche le proposte a tutela del paesaggio. “Nel regolamento approvato mancano limiti chiari e adeguati. In piena campagna potranno essere autorizzati interventi edilizi molto impattanti, anche con funzioni ricettive o commerciali, senza garanzie sufficienti per un territorio fragile e prezioso come quello abruzzese”.
Secondo Alessandrini, il punto politico è evidente: “La destra regionale ha confuso l’agricoltura con l’edilizia. Ha raccontato questo regolamento come una risposta alle esigenze delle imprese agricole, ma non affronta i veri problemi del settore: crisi climatica, costi di produzione, concorrenza internazionale, accesso ai mercati, spopolamento delle aree interne, tutela delle produzioni di qualità. A tutto questo la maggioranza risponde consentendo nuove costruzioni in area rurale. È una scorciatoia pericolosa e culturalmente sbagliata che rischia di snaturare ciò che rende riconoscibile la nostra regione: paesaggio, campagne, colline, produzioni agricole, equilibrio tra borghi e territorio rurale. Non si tutela l’agricoltura trasformando gli imprenditori agricoli in potenziali costruttori”.
“Con i miei emendamenti”, conclude Alessandrini, “volevo rafforzare le tutele, evitare abusi e salvaguardare territorio, paesaggio e agricoltura di qualità. La maggioranza, che ha respinto tutto, si assume la responsabilità politica di un regolamento che non protegge l’Abruzzo rurale, ma lo espone a nuove pressioni edificatorie. Il Movimento 5 Stelle continuerà a contrastare ogni scelta che, dietro parole rassicuranti, apra la strada a consumo di suolo, speculazioni e impoverimento del patrimonio paesaggistico regionale”.