PRG di Roseto, il ritiro è grave dal punto di vista urbanistico ed economico

Il Pd contesta la decisione dell'amministrazione e bacchetta il centrodestra

- La Redazione

PRG di Roseto, il ritiro è grave dal punto di vista urbanistico ed economico

ROSETO DEGLI ABRUZZI - Sul Piano Regolatore la questione principale oggi non è la polemica politica, ma il rispetto dei soldi dei cittadini. La decisione dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Nugnes di interrompere e ritirare il percorso del nuovo PRG rappresenta un fatto estremamente grave, non solo dal punto di vista urbanistico ma anche dal punto di vista economico. Parliamo di anni di lavoro tecnico, studi, incarichi professionali e risorse pubbliche che rischiano di essere vanificati. Ancora una volta il Comune si trova a pagare progettazioni, analisi e consulenze che finiscono per non produrre uno strumento concreto per la città.

Questo è il vero problema: uno spreco di denaro pubblico e di tempo amministrativo che Roseto non può più permettersi. Il Piano Regolatore non è un semplice atto burocratico. È uno strumento complesso, costruito attraverso incarichi tecnici, studi specialistici e procedure lunghe e costose. Decidere di fermare tutto significa disperdere risorse pubbliche e lasciare ancora una volta la città senza una pianificazione chiara del proprio futuro. A pagare il prezzo di queste scelte sono sempre i cittadini: anni di lavoro e soldi pubblici che rischiano di finire nel nulla, mentre Roseto continua a non dotarsi di uno strumento urbanistico stabile.

Non a caso, l’unica amministrazione che aveva provato a rimettere seriamente in moto questo percorso è stata quella guidata da Sabatino Di Girolamo, che appena insediata affidò l’incarico per la redazione del nuovo Piano Regolatore con l’obiettivo di dare finalmente alla città uno strumento moderno e una visione di sviluppo. Oggi invece assistiamo all’ennesimo passo indietro, con il rischio concreto di aver sprecato ancora una volta risorse pubbliche senza produrre risultati.

In questo contesto si inseriscono le critiche del gruppo Siamo Roseto, che contestano la scelta dell’amministrazione. Critiche che, sul piano amministrativo, pongono una questione reale, ma che assumono contorni quantomeno contraddittori se si guarda allo scenario politico che si sta delineando. Perché proprio mentre si critica questa scelta, si sta costruendo un’alleanza con quel centrodestra che, quando governava Roseto con il sindaco Enio Pavone, fece esattamente la stessa cosa: ritirare il piano regolatore redatto dall’architetto Nigro, un lavoro costato circa 440 mila euro.

Allo stesso modo oggi anche il centrodestra, compresa Fratelli d’Italia, attacca questa decisione dell’amministrazione. Ma sono gli stessi che facevano parte di quella coalizione di governo quando venne presa la medesima decisione.

Il risultato è che Roseto continua a pagare anni di scelte sbagliate, sprechi e mancanza di continuità nella pianificazione urbanistica. Ed è proprio per questo che oggi servirebbe una cosa semplice: responsabilità nell’uso delle risorse pubbliche e una visione seria per il futuro della città.