“PresepeFiore" di Pulsoni: un dialogo tra arte, fede e solidarietà

A L'Aquila la mostra nata nel 2004 nell’ambito del progetto da presentare nel Natale del 2005 nelle chiese rupestri di Matera

- La Redazione

“PresepeFiore" di Pulsoni: un dialogo tra arte, fede e solidarietà

L'AQUILA – Sarà inaugurata lunedì 10 agosto, alle ore 18:00 nella Sala conferenze della Casa Famiglia di San Gregorio delle Suore Zelatrici di Maria Ferrari, la mostra "PresepeFiore" di Enrico Pulsoni, presentata dall'Arcivescovo dell'Aquila Mons. Antonio D’Angelo e organizzata da Romeo Pulsoni in collaborazione con il Comune dell’Aquila. All'inaugurazione prenderanno parte l'assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini, l'Arcivescovo Mons. Antonio D'Angelo, l'artista Enrico Pulsoni e gli storici dell'arte Giuseppe Appella e Antonello Tolve.

“PresepeFiore restituisce all'arte la sua funzione più autentica, interpretando, interrogando e offrendo nuove chiavi di lettura del nostro tempo. La scelta di ospitare quest'opera in una Casa Famiglia conferisce all'esperienza artistica un significato ancora più profondo, perché la bellezza si misura nella capacità di entrare in relazione con la vita delle persone e di alimentare una coscienza collettiva. È questa l'idea di cultura che intendiamo sostenere, un patrimonio vivo, capace di generare pensiero, rinsaldare l'identità dei luoghi e tradursi in un autentico fattore di coesione sociale”, dichiara l'assessore alle Politiche sociali Manuela Tursini.

PresepeFiore nasce nel 2004 su richiesta di Giuseppe Appella, nell’ambito del Progetto di Presepi di scultori, da presentare nel Natale del 2005 a Matera nelle Chiese rupestri di San Nicola dei Greci e della Madonna delle Virtù. L’opera è realizzata in terra bianca e rossa per un diametro di tre metri, su un piano rialzato di ottanta centimetri.

Così Giuseppe Appella lo descrive nel catalogo Il Presepe Fiore di Enrico Pulsoni per le Edizioni della Cometa, Roma MMV: "Nell’arte, i fiori sono tradizionalmente attributo iconografico della Speranza e della Logica, di una delle sette Arti Liberali e della figura della Primavera; contraddistinguono poi la dea Flora e la dea Aurora, come pure uno dei cinque sensi; e sono il simbolo della caducità della vita umana rappresentata nelle nature morte allegoriche. In questo caso, invece, vi è una ricerca nuova di immagine e di significato: rose di Natale che si aprono con il loro largo biancore, di driadi luminose, di stelle alpine che suggerendo sommovimenti di terre e spessi anfratti allarghino la loro corolla e stendano i propri petali per accogliere il germoglio di una nuova vita. L’apparizione, improvvisa, è bastata perché tutto riprendesse vigore: un altro fiore ha perforato con il suo segno la terra, una foglia ha fissato la sua impronta sulla roccia, la rossa cornucopia si è dischiusa sugli uomini di buona volontà, una porta finestra si è spalancata, una treccia-catena si è spezzata, il pastore ha ripreso a sospingere la pecora, il cavallo, pronto al nitrito, ha teso la testa, l’albero della vita ha iniziato a maturare i suoi frutti, il re Mago si prepara a offrire il suo oro e l’eremita non teme il drago nella solitudine di un deserto ondulato, tutto linee verticali e orizzontali che convergono, a raggiera, in un centro ideale. Una così vasta e fitta serie di personaggi e di simboli, sorti spontaneamente dalle mani di Enrico Pulsoni, poteva facilmente scivolare nel frammentario o nell’agiografico. Al contrario, con la grazia di chi lavora credendo in ciò che fa, Pulsoni risolve tutto nell’ambito della scultura, mettendo in campo quanto ha appreso in questi anni di paziente ricerca e quanto ha maturato posando gli occhi sul fregio di un tempio cretese e sulle metope di un tempio di Delfi o di Selinunte, su su fino alle suggestioni del Barocco e, ancora avanti, delle opere più vicine di Duilio Cambellotti e Carlo Fontana. Plastiche e rudi, mosse e tormentate, intuitive e sensuali, le figure che, con un’indicazione appena affiorante del motivo cui la materia doveva riferirsi, emergono lungo i bordi dei grandi petali quasi dovessero formare l’ossatura di un cornicione, hanno atteggiamenti che colgono, con l’austera intensità di un canto segreto, il senso nuovo e la rigogliosa avvincente freschezza della Natività".

Successivamente PresepeFiore è stato esposto a Roma nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme (2007), nella Cripta del Duomo di Orvieto (2008), nella Galleria Biffi Arte diPiacenza (2010), nella Fondazione Tito Balestra di Longiano (2011), e infine nella Chiesa di san Giovanni e Paolo dei Musei Civici di Spoleto (2025). PresepeFiore proviene dal Museo Internazionale del Presepe “Vanni Scheiwiller”, Castronuovo Sant’Andrea. Nel corso della esposizione Cristina Ferrauto nei giorni 29 e 30 agosto presenterà alcuni suoi lavori negli stessi orari e inoltre realizzerà alcuni laboratori sulla lavorazione del legno con i bambini della comunità.

Il giorno 3 settembre avrà luogo una conversazione con l’Arcivescovo Antonio D’Angelo, il prof. Fabrizio Pompei, il Dott. Romeo Pulsoni sull’opera "Mortis Humana Via" di Enrico Pulsoni.