Premio Borsellino, don Aniello Manganiello e don Antonio Coluccia a Giulianova
L'incontro si terrà lunedì al Kursaal: al centro degli interventi il dramma dello spaccio e dell'utilizzo degli stupefacenti
2026-02-25T12:54:00+01:00 - La Redazione
GIULIANOVA - Quello di lunedì prossimo, 2 marzo, sarà il primo degli incontri organizzati al Kursaal, nell’ambito della XXXIV edizione del Premio Nazionale Paolo Borsellino. Alle 10:00, nella sala conferenze del palazzo, prenderanno la parola don Aniello Manganiello e don Antonio Coluccia. I due parroci, entrambi in prima linea nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata e noti per l’impegno contro la marginalizzazione umana e sociale, incontreranno gli studenti delle Scuole Superiori di Giulianova. Al centro degli interventi, il dramma , sempre attuale, dello spaccio e dell’ utilizzo degli stupefacenti.
“Li ascolteremo con grande interesse – sottolinea l’assessore alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali Lidia Albani -. Le loro storie, la loro lettura della realtà e delle problematiche giovanili, rappresentano una straordinaria occasione di riflessione. Sarà un confronto utile, entusiasmante, per i ragazzi, gli insegnanti, chi ha in carico la sicurezza dei cittadini o sostiene la crescita culturale, civile e spirituale, della comunità”.
Don Aniello Manganiello dal 1994 al 2010 è stato parroco di Santa Maria della Provvidenza nel quartiere napoletano di Scampia. Sacerdote, educatore, punto di riferimento per la sua comunità, si oppone fermamente ai clan camorristici, rifiuta la scorta e sfida la criminalità organizzata. Per strappare i giovani alla malavita, nel 1996, crea l’ Associazione sportiva dilettantistica Oratorio “Don Guanella”. Nel 2011 pubblica il libro “Gesù è più forte della camorra”. Nel 2012 fonda l’associazione “Ultimi. Associazione di Legalità”. Dopo un periodo trascorso a Roma, torna ad operare a Scampia, proseguendo l’opera già iniziata.
E’ Garante del Premio Nazionale Paolo Borsellino.
Don Antonio Coluccia, prima di essere sacerdote, è stato operaio in un calzaturificio e sindacalista. A Roma, dopo aver scoperto la vocazione presbiteriale e completato il percorso formativo, ha avviato la sua missione accogliendo i poveri, i senza tetto e i tossicodipendenti, ma, anche i papà separati e divorziati, facendoli dormire nelle stanze parrocchiali. Attualmente opera alla periferia di Roma Nord, dove vive da anni. Nel 2012, ha fondato l’opera “Don Giustino Onlus” e trasformato una villa confiscata ad un boss della Magliana in una casa d’accoglienza. Ha subito aggressioni a colpi di spranga, insulti , lanci di oggetti e bombe carta, ma non ha mai smesso di aiutare chi ha bisogno e di organizzare le sue famose “passeggiate della legalità” nei quartieri e nelle borgate più a rischio. Da anni sotto scorta, porta avanti le sue battaglie quotidiane contro il crimine ed il degrado umano, armato di megafono e rosario. - Ufficio Stampa -