Polo Saffo, per il PD è una scelta sbagliata
E' lontana dal centro, insufficiente per estensione e critica sul piano della viabilità
- Walter Cori
ROSETO DEGLI ABRUZZI - Il nuovo sito individuato per la costruzione del Liceo Saffo rappresenta, a nostro giudizio, una scelta sbagliata: un’area lontana dal centro città, insufficiente per estensione e potenzialmente critica sul piano della viabilità.
Si era immaginato un nuovo Liceo come una scuola innovativa, un vero campus, capace di favorire la frequentazione degli studenti anche oltre gli orari scolastici, dotato di adeguate strutture: palestra, biblioteca, area verde e campi sportivi.
La maggioranza al governo di Roseto ha invece individuato come sede l’area dell’ex mattatoio a Roseto Sud, un’area di circa un ettaro, insufficiente allo scopo. L’accesso avviene attraverso un imbuto sulla SS16, già fortemente congestionata dal traffico per la presenza di grandi esercizi commerciali. Inoltre, per il rispetto delle distanze dagli edifici circostanti e dalla linea ferroviaria (circa 30 metri), la superficie effettivamente utilizzabile si riduce a circa 6/7.000 mq.
Si tratta quindi di uno spazio utile esclusivamente per la realizzazione di un edificio compatto, privo delle pertinenze necessarie a garantire una scuola moderna e vivibile. Non un campus, ma una struttura ristretta, che rischia di risultare costipata e disarmonica, oltre a richiedere una complessa bonifica preliminare.
Tale scelta viene giustificata con la possibilità di intercettare finanziamenti che, ad oggi, non risultano ancora disponibili.
Il Partito Democratico ha votato contro questa decisione perché ritenuta in contrasto con l’obiettivo originario: mantenere il Liceo nella zona della fornace Catarra, evitando così la desertificazione del centro città derivante dal trasferimento di un istituto scolastico così importante.
Esistevano alternative concrete attraverso strumenti di “urbanistica contrattata”, che avrebbero consentito soluzioni più idonee: nelle aree residue della fornace Catarra, nell’area ex Castelli accanto alla scuola di Via Veronese, oppure nell’area dell’ex fornace Branella. Analogamente si sarebbero potuti valutare l’edificio delle suore del Bambino Gesù e quello dell’ex distretto sanitario ASL.
Queste soluzioni avrebbero richiesto un lavoro complesso di contrattazione, ma rappresentano oggi una strada necessaria nell’urbanistica moderna, dove l’esproprio è spesso impraticabile per i costi.
La maggioranza ha invece scelto di rinunciare alla dislocazione condivisa da istituzioni scolastiche, famiglie, studenti e consiglio di quartiere, a favore di un sito che rischia di tradursi in una “editio minor” del Liceo innovativo che la città avrebbe meritato - PD Roseto degli Abruzzi -