Polizia Penitenziaria, scivolone istituzionale a L'Aquila

I sindacati di categoria non sono stati invitati al 209esimo anniversario di fondazione del corpo

- La Redazione

Polizia Penitenziaria, scivolone istituzionale a L'Aquila

ROMA - Dopo i festeggiamenti dal 14 al 18 marzo, presso la città di Napoli, che ha ospitato le celebrazioni del 209° Annuale di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria, appuntamento di grande rilievo istituzionale che ha riscosso un aprezzabile successo, le articolazioni provinciali stanno organizzando gli eventi celebrativi presso le città capoluogo, valorizzando così il ruolo fondamentale svolto dal Corpo nella sicurezza del Paese, nella gestione del sistema penitenziario e nella promozione della cultura della legalità.

A L’Aquila la celebrazione si è svolta a Palazzo Spaventa, organizzata dalla Direzione della Casa Circondariale di L’Aquila che ha coinvolto i reparti del territorio e visto la partecipazione delle autorità civili, religiose e militari insieme al personale in servizio e in quiescenza, senza rivolgere l’invito alle compagini sindacali rappresentative del comparto.

A darne notizia sono Giuseppe Merola e Mauro Nardella, Segretari Nazionali del sindacato di comparto FSA CNPP/SPP, che hanno espresso il loro rammarico e disappunto con una nota indirizzata al Prefetto e vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, affinché venga fatta chiarezza.

“Non si è mai verificata situazione incresciosa e di poco garbo istituzionale , sia a livello centrale che periferico - dichiarano i sindacalisti - in quanto le organizzazioni sindacali espletano un mandato sociale rilevante per le lavoratrici, i lavoratori e l’Amministrazione”.

“Come Organizzazioni Sindacali rafforziamo l’importanza del tema della consapevolezza collettiva rispetto al ruolo svolto dal Corpo, evidenziando come il lavoro degli operatori sia essenziale per garantire ordine, sicurezza e continuità dell’azione dello Stato all’interno degli istituti penitenziari, e come tale impegno richieda disciplina, competenza e senso delle istituzioni”, concludono.