Piscina interdetta e maxi-sanzioni per 28.000 euro
Riscontrate assenza della documentazione prevista e mancanza di addetti al servizio di assistenza
- Walter Cori
TERAMO – Nell’ambito delle attività di controllo condotte dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Teramo, sono stati definiti gli sviluppi successivi a un primo accesso ispettivo presso una struttura alberghiera della costa teramana.
In precedenza, l’attività ispettiva del NIL aveva comportato la sospensione dell’attività della struttura a seguito dell’accertamento di lavoratori impiegati “in nero” e di violazioni in materia di salute e sicurezza. Tale provvedimento era stato successivamente revocato dopo la regolarizzazione del personale e l’adempimento degli obblighi prescritti, consentendo la ripresa dell’attività.
Nel corso dei successivi accertamenti, estesi anche con il supporto del personale della ASL di Teramo, i militari hanno verificato la posizione della piscina interna della struttura, riscontrando:
- l’assenza della documentazione obbligatoria prevista.
- la mancanza di addetti al servizio di assistenza bagnanti.
A seguito di tali riscontri, è stata disposta l’interdizione all’utilizzo della piscina fino al ripristino di tutti i requisiti stabiliti dall’Accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 e dal Disciplinare attuativo per gli esercizi alberghieri della Regione Abruzzo (DGR n. 669 del 17 ottobre 2023).
Gli ulteriori approfondimenti hanno inoltre evidenziato violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Al termine degli accertamenti, l’amministratore unico della struttura è stato deferito all’Autorità Giudiziaria ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
Il bilancio complessivo delle sanzioni comprende ammende per circa 10.000 euro e sanzioni amministrative per 18.000 euro, per un totale di circa 28.000 euro.