Pino Strabioli ha chiuso la rassegna "Parole in circolo"

Al Kursaal ha raccontato i suoi "incontri" in due ore molto gradite dai presenti

- Walter Cori

Pino Strabioli ha chiuso la rassegna "Parole in circolo"

GIULIANOVA - Sala Kursaal al completo, sabato scorso, quando, poco dopo le 18, è salito sul palco Pino Strabioli. Era d’altronde prevedibile, il tutto esaurito, per uno dei volti più conosciuti e graditi del teatro e della nostra televisione.
La presenza dell’attore, conduttore e regista teatrale, ha concluso “Parole in Circolo”, la rassegna culturale organizzata anche quest’anno da Forum Artis e dall’ Assessorato alla Cultura.
Intelligente, garbato, capace come pochi di tenere alta l’attenzione, Pino Strabioli ha dominato il pomeriggio con la delicatezza e la precisione di chi sa benissimo come dirigere, tra adagi e allegri andanti, l’orchestra dei ricordi. Non a caso, suggestioni e riflessioni hanno risuonato, in un pubblico spettatore e protagonista insieme, con un ritmo comune, condiviso.
Che sia uno studio televisivo, un set cinematografico, la ribalta di un teatro, Strabioli restituisce sempre, con una semplicità che sorprende, le virtù, l’indole, ma anche le idiosincrasie, dei personaggi che racconta. Lo ha fatto anche sabato, dialogando con Alessandra Angelucci. Un colloquio gentile, il loro, che ha aperto la porta a Paolo Poli, a Gabriella Ferri, Franca Valeri, Ornella Vanoni, Dario Fo. Tutti sono entrati con discrezione, invitati a sedersi, uno per volta, nel salotto buono della nostra memoria. Oltre a loro, hanno fatto capolino Alda Merini, con la grazia di una carezza in un afoso interno milanese, ed il giovane studente Strabioli, forte di un posto privilegiato nel cuore di Paolo Poli e testimone “notturno” di una Gabriella Ferri tanto umana quanto eccentrica.
Come agli ospiti che lo hanno preceduto, anche a lui, a fine serata, è stata chiesta una parola da regalare, da “mettere in circolo”. “Rispetto” ha risposto. Rispetto, cioè considerazione, empatia, fedeltà. “Rispetto”, declinazione alta dell’amicizia e dell’amore, che Pino Strabioli, così brillante eppure così umile, in meno di due ore, ci ha fatto sabato generosamente assaggiare