Pietrucci: 29 linee di recapito in meno nell’Aquilano

La destra taglia i servizi. Dov’è finita la filiera istituzionale?

- La Redazione

Pietrucci: 29 linee di recapito in meno nell’Aquilano

L'AQUILA - "La denuncia della CGIL e della SLC CGIL sul nuovo piano di riorganizzazione di Poste Italiane nella provincia dell'Aquila è estremamente preoccupante. Ventinove linee di recapito in meno, uffici declassati e riduzioni di personale rischiano di rappresentare un ulteriore indebolimento dei servizi essenziali in territori che già pagano il prezzo dello spopolamento, dell'invecchiamento della popolazione e delle difficoltà nei collegamenti. Non possiamo continuare a parlare di rilancio delle aree interne mentre, nei fatti, si riducono i presìdi che consentono alle comunità di continuare a vivere".

Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico, Pierpaolo Pietrucci, intervenendo sulla denuncia delle organizzazioni sindacali relativa al piano di riorganizzazione di Poste Italiane nell'Aquilano.

"La destra si riempie la bocca di aree interne, ma alle parole non seguono mai i fatti. Anzi, mentre si moltiplicano i convegni e le dichiarazioni sul contrasto allo spopolamento, si continua a smantellare quella rete di servizi essenziali che permette alle persone di vivere nei nostri territori. Gli uffici postali, come le scuole, le farmacie e gli altri servizi pubblici di prossimità, non sono semplicemente strutture da valutare in termini di costi e ricavi. Sono presìdi sociali, punti di riferimento fondamentali per le comunità, soprattutto nei piccoli centri e nei territori montani. La loro presenza è una condizione necessaria per contrastare lo spopolamento. Il paradigma che continua a guidare queste scelte è sempre lo stesso: ci sono meno abitanti, quindi si riducono i servizi. Ma riducendo i servizi si spingono altre persone ad andarsene, fino a rendere impossibile continuare a vivere in quei territori. È un circolo vizioso che va spezzato, non alimentato. Non può essere il numero degli abitanti l'unico parametro per decidere se mantenere un servizio pubblico. Nelle aree interne garantire un ufficio postale, una scuola o un presidio sanitario significa investire nel futuro di quelle comunità. Significa creare le condizioni perché chi ci vive possa restare e perché, magari, qualcuno possa scegliere di tornare".

Pietrucci chiama quindi direttamente in causa il presidente della Regione, Marco Marsilio, e la destra abruzzese.

"Ci hanno raccontato per anni che la cosiddetta filiera istituzionale, con lo stesso schieramento politico al governo dei Comuni, della Regione e del Paese, avrebbe portato vantaggi straordinari all'Abruzzo. Eccoli, i vantaggi: servizi ridotti, personale tagliato e territori sempre più isolati. Dov'è questa filiera quando bisogna difendere i cittadini delle aree interne? Marsilio vada al ministero competente, apra un confronto con Poste Italiane e pretenda che il piano venga rivisto. Oggi la destra governa a tutti i livelli e non può continuare a scaricare le responsabilità su altri. Se si continua a ridimensionare la presenza dello Stato nei piccoli comuni, la responsabilità è anche politica, e riguarda chi ha il dovere di intervenire per impedirlo. Siamo di fronte a uno smantellamento progressivo dello Stato sociale e dei servizi di prossimità. Un giorno si ridimensionano le scuole, un altro si indeboliscono i servizi sanitari, un altro ancora si tagliano gli uffici postali. Ogni singola decisione viene presentata come una necessità organizzativa o economica, ma il risultato complessivo è sempre lo stesso: rendere più difficile la vita delle persone, soprattutto di quelle che abitano nei territori più fragili. Per questo sostengo le preoccupazioni espresse dalla CGIL e dalla SLC CGIL e la mobilitazione annunciata. Chiedo alla Regione Abruzzo di assumere immediatamente un'iniziativa nei confronti di Poste Italiane e del Governo per scongiurare ulteriori ridimensionamenti. Le aree interne non hanno bisogno di altre dichiarazioni d'amore. Hanno bisogno di servizi, investimenti e scelte politiche concrete".