Piano casa, a Giulianova i residenti non trovano alloggi a prezzi equi

Interrogazione di Nos-Noi: una politica urbanistica che favorisce le case vacanze a discapito di chi vive e lavora sul territorio

- La Redazione

Piano casa, a Giulianova i residenti non trovano alloggi a prezzi equi

GIULIANOVA - C'è una parola che, parlando di città, abbiamo smesso curiosamente di pronunciare. La parola CASA. Non casa vacanze. Non metri quadrati da monetizzare. Ma semplicemente "casa". A Giulianova, infatti, la casa rischia di diventare una cosa diversa: un bene sempre più prezioso per chi può permetterselo e sempre più lontano da chi la città la abita davvero.

E così, il Lido si riempie di seconde abitazioni e gli immobili diventano merce stagionale, mentre per molti residenti trovare un alloggio a prezzi sostenibili è diventata una piccola Odissea quotidiana. E quando il mercato presenta il conto, c'è chi è costretto a guardare oltre i confini comunali: Mosciano, Cologna...

È una trasformazione silenziosa. E bisogna avere il coraggio di dirlo: una città può essere piena di palazzi e, contemporaneamente, diventare povera di abitanti. Può accogliere migliaia di turisti e non riuscire più ad accogliere i propri giovani. Può diventare bellissima per qualche mese e progressivamente invivibile per i successivi. È questa la contraddizione che abbiamo davanti. E dentro questa contraddizione c'è anche la questione dell'edilizia residenziale pubblica: patrimonio che deve essere conosciuto, recuperato, rimesso in circolo.

Per questa ragione, come gruppo consiliare NOS-NOI/COLTURA POLITICA, abbiamo presentato un'interrogazione urgente per chiedere all'amministrazione una cosa elementare: sapere che cosa intenda fare. Si tratta di una domanda semplice. Ma forse, in una città nella quale la parola "sviluppo" viene troppo spesso pronunciata guardando soltanto al valore degli immobili, tale domanda potrebbe apparire persino radicale.

Se una politica urbanistica finisce per rendere più facile costruire, comprare e affittare a chi viene per qualche settimana, ma più difficile vivere, lavorare e mettere su famiglia a chi qui vorrebbe rimanere, allora bisogna fermarsi un momento. Guardare ciò che sta accadendo. Perché una città che espelle i propri abitanti può continuare a crescere in altezza. Può continuare a costruire. Può perfino continuare a prosperare. Ma dentro, lentamente, si svuota. - Capogruppo consiliare NOS–NOI / cOltura politica -