Pescara, terminal bus: dopo la tragedia la Cgil chiede interventi immediati sulla sicurezza
Un terminal abbandonato a se stesso, con asfalto quasi inesistente, segnaletica assente e fermate prive di pensiline
- La Redazione
PESCARA - Un terminal abbandonato a se stesso, con asfalto quasi inesistente, segnaletica assente e fermate prive di pensiline. È il quadro tracciato questa mattina da Cgil Pescara, Filt Cgil Pescara e Filt Cgil Abruzzo Molise, che alle 10 si sono ritrovate nei pressi della biglietteria del terminal bus di Pescara, in Piazza della Repubblica, per una conferenza stampa convocata dopo il tragico incidente mortale avvenuto nell’area. L’incontro è servito a ricostruire le denunce presentate dal sindacato nei mesi scorsi sulle condizioni di degrado e insicurezza della struttura e a illustrare le risposte finora ricevute da istituzioni e vertici di TUA S.p.a.
I rappresentanti sindacali hanno espresso il proprio cordoglio e ribadito la necessità di un intervento immediato.
Per la segretaria generale della Cgil Pescara, Alessandra Di Simone, il primo pensiero va alla famiglia. Alla conferenza era presente anche l’RLS di TUA, Giammaria Ferrante e il Segretario Generale della Filt Cgil Pescara Eugenio Di Fonzo.
«Da tempo avevamo sollecitato la messa in sicurezza di quest’area, ma le richieste sono state sempre inascoltate», ha ricordato Alessandra Di Simone. «Ora questo tragico evento ha cambiato la modalità, di colpo si trovano i soldi; diciamo bene, ma sarebbe stato meglio prima». Per il futuro il sindacato chiede che la sicurezza del terminal sia realizzata subito, senza attendere i tempi burocratici degli appalti pubblici.
Ieri c’è stata un’interlocuzione informale con il sindaco e un incontro in Prefettura, dove il Prefetto ha rassicurato la delegazione sindacale mettendo a disposizione un canale diretto, elemento giudicato positivo. «Ma non c’è più tempo», ha sottolineato Alessandro Di Simone, annunciando che tra lunedì e martedì il sindaco convocherà le parti sociali per presentare il progetto. «Le istituzioni debbono iniziare ad ascoltare le lavoratrici e i lavoratori, perché nessuno più di chi lavora qui sa quali siano le difficoltà dello stallo. Chi lavora pensa prima di tutto alla sicurezza della viabilità e dei cittadini. Tra l’altro il Sindaco mi aveva assicurato di aver già provveduto al rifacimento dell’asfalto. E dove questo asfalto nuovo? Non lo vedo».
Anche il segretario generale della Filt Cgil Pescara, Eugenio Di Fonzo, ha rivolto un pensiero alla famiglia e all’autista coinvolto nell’episodio, che genera «non solo tristezza ma anche molta rabbia». «Si è verificato lo scenario peggiore tra quelli che temevamo, a fronte di denunce che vanno avanti da anni», ha detto, ricordando che l’ultima, inviata al Prefetto, risale a quest’estate. Al netto del fattore umano, ha aggiunto, il terminal è un luogo quasi abbandonato a se stesso. «Purtroppo parliamo di una tragedia annunciata. Le risposte alle nostre sollecitazioni non sono arrivate o non sono arrivate come dovevano». Di Fonzo ha chiesto che quanto accaduto serva da lezione perché non si ripeta mai più, né a Pescara, «biglietto da visita della città e snodo logistico più grande d’Abruzzo», né in nessun altro terminal della provincia.
La cronologia delle richieste è stata ricostruita da Giammaria Ferrante, RLS e coordinatore RSA Filt Cgil. Il 9 giugno, di fronte allo stato di inerzia dei responsabili, è stata inoltrata la prima richiesta di incontro ai vertici aziendali di TUA e all’amministrazione comunale di Pescara, rimasta totalmente inevasa. Il 18 agosto il sindacato ha quindi inviato una formale missiva alla Prefettura per chiedere la convocazione di un tavolo istituzionale, anche questa senza risposta. «Oggi ci troviamo a fare i conti con questa triste tragedia. Sarà la magistratura ad accertare le responsabilità», ha detto Ferrante.
Il terminal, ha spiegato, è il principale snodo logistico d’Abruzzo, dove confluiscono autobus urbani, extraurbani, interregionali e internazionali, ed è collegato alla stazione e all’aeroporto. Eppure mancano la segnaletica, le pensiline di fermata, gli attraversamenti pedonali rialzati e in sede protetta, le indicazioni per l’utenza. «Quando si arriva qui si brancola nel buio anche di giorno e la mobilità cittadina viene compromessa». Da qui la richiesta di una soluzione rapida, «È arrivato il momento di recidere questo nodo gordiano».