Perimetrazione del territorio, De Santis replica all'opposizione
"Sulla pianificazione urbanistica servono rigore e rispetto degli atti", dichiara
- Walter Cori
L'AQUILA - "Spiace constatare che anche su un tema eminentemente tecnico come la perimetrazione del territorio urbanizzato si scelga la strada della polemica anziché quella dell'approfondimento. Gli atti parlano con chiarezza e basterebbe leggerli con attenzione per evitare di diffondere informazioni inesatte".
Lo dichiara l'assessore all'Urbanistica del Comune dell'Aquila, Francesco De Santis, replicando al comunicato diffuso questa mattina dalle opposizioni.
"In merito alle contestazioni sollevate è necessario riportare il dibattito su un piano tecnico e normativo, evitando rappresentazioni fuorvianti.
Anzitutto è bene chiarire che la Regione Abruzzo non ha concesso alcuna proroga al Comune dell'Aquila. Il dato oggettivo è che, considerando la sola provincia dell'Aquila, risultano ad oggi approvate appena 26 perimetrazioni su 108 Comuni. Questo evidenzia come il tema presenti complessità diffuse e non certo imputabili alla sola amministrazione comunale.
Come dettagliatamente illustrato nella relazione tecnica, la perimetrazione costituisce una fotografia dello stato di fatto del territorio, che deve necessariamente coordinarsi con il Piano Regolatore Generale vigente. La normativa regionale consente infatti di escludere esclusivamente le aree di espansione non attuate, che coerentemente non sono state ricomprese nel perimetro. È quindi improprio sostenere, come fa la minoranza, che la perimetrazione possa essere costruita "a macchia di leopardo", escludendo arbitrariamente aree edificabili previste dal PRG vigente, con evidenti ricadute negative sui diritti dei cittadini. La legge impone invece criteri oggettivi e uniformi.
Occorre inoltre chiarire un equivoco che rischia di generare confusione tra i cittadini: perimetrazione ed edificabilità non sono la stessa cosa. Le aree ricomprese nel perimetro del territorio urbanizzato, individuate ai sensi dell'articolo 40, non diventano automaticamente edificabili, né lo saranno in futuro in modo indiscriminato. All'interno del perimetro dovranno infatti essere garantite le dotazioni territoriali e gli standard urbanistici. Ciò implica che vi rientrino anche aree destinate a servizi, spazi pubblici e persino aree vincolate, che per loro natura non potranno essere oggetto di edificazione ma contribuiranno al soddisfacimento degli standard previsti dalla legge. Pensare di collocare tali dotazioni al di fuori del perimetro significherebbe allontanarle dai luoghi della vita quotidiana dei cittadini, con evidenti criticità, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.
Anche sul piano procedurale le ricostruzioni dell'opposizione non trovano riscontro nella normativa. La legge regionale n. 58/2023, all'articolo 8, stabilisce chiaramente tempi e modalità: i Comuni devono procedere entro trenta mesi alla perimetrazione, trasmettendo l'atto a Provincia e Regione, mentre alle Province competono controlli a campione. La normativa non prevede alcuna fase obbligatoria di partecipazione pubblica. Nonostante ciò, il Comune dell'Aquila ha scelto di attivare un percorso partecipativo, esaminando tutte le osservazioni pervenute e accogliendone anche alcune provenienti dall'opposizione, come documentato nelle circa cento pagine di controdeduzioni.
Infine, è opportuno chiarire un aspetto procedurale fondamentale: la deliberazione della Giunta rappresenta una proposta al Consiglio comunale e non costituisce l'approvazione definitiva della perimetrazione. Il confronto politico e istituzionale è quindi pienamente aperto nella sede competente, quella consiliare, dove ogni forza politica potrà esprimere le proprie valutazioni sulla base degli atti e nel rispetto delle norme".