PD di Silvi, un terzo degli iscritti non partecipa al congresso
Il gruppo dem contesta al partito una scarsa apertura verso il cambiamento, l’innovazione, l’ascolto dei cittadini e idee concrete per la città
- La Redazione
SILVI - Il Congresso straordinario del Partito Democratico di Silvi doveva rappresentare una svolta politica e organizzativa, un momento di rilancio e di rinnovamento, non una semplice fase procedurale o, peggio ancora, un adempimento formale. In questi mesi abbiamo più volte chiesto l’avvio di un percorso nuovo, capace di riorganizzare il Partito Democratico locale e restituirgli autorevolezza, radicamento territoriale e capacità di iniziativa politica, anche coinvolgendo la federazione provinciale. Abbiamo immaginato un partito aperto, inclusivo, partecipato, trasparente, presente nella comunità e vicino ai problemi reali della città. Un partito capace di rinnovarsi, di coinvolgere nuove energie e di costruire una proposta credibile per il futuro di Silvi.
Purtroppo, ancora una volta, si è scelta una strada diversa: una soluzione organizzativa che rischia di lasciare immutato il quadro politico, cambiando poco o nulla.
Abbiamo aderito al Partito Democratico alla fine di novembre 2024 con l’obiettivo di contribuire a un nuovo percorso politico e organizzativo. Tuttavia, non siamo stati messi nelle condizioni di partecipare pienamente alla vita del partito: gli organismi si sono riuniti soltanto in poche occasioni e, anche per il rinnovo delle tessere 2025, abbiamo dovuto attendere la fine dell’anno, dopo diverse sollecitazioni ai livelli regionali del partito, mentre altri hanno potuto procedere in tempi differenti.
Nel gennaio 2026 è stata scelta la strada del congresso straordinario. Abbiamo chiesto un partito aperto alla città, fondato sulla partecipazione, sulla trasparenza, sul confronto democratico, capace di formare una nuova classe dirigente e di tornare protagonista nella vita quotidiana della comunità.
Questo percorso, però, non si è concretizzato. Le modalità con cui si è arrivati al congresso consentiranno probabilmente di raggiungere i numeri necessari per l’elezione del nuovo segretario, ma per ricostruire un percorso realmente unitario sarebbe stato necessario un segnale diverso: una figura di cambiamento, capace di rappresentare una discontinuità rispetto al passato e di favorire una vera fase nuova.
Silvi ha bisogno di un’attenta analisi degli errori compiuti negli ultimi anni, a partire dalle ultime elezioni comunali. La sconfitta elettorale non è stata soltanto il risultato di una competizione difficile, ma anche la conseguenza di limiti politici, divisioni e scelte che non hanno permesso di costruire una proposta convincente e realmente alternativa. Riproporre gli stessi schemi, le stesse dinamiche e le stesse impostazioni, limitandosi a modificare alcuni ruoli, significa rischiare di andare incontro agli stessi risultati.
Serve invece una strategia nuova: fondata sul cambiamento, sull’innovazione, sull’ascolto dei cittadini e sulla capacità di elaborare idee concrete per la città. Per queste ragioni circa un terzo degli iscritti non parteciperà al Congresso programmato per sabato 27 giugno 2026.
Riteniamo, comunque, necessario mantenere aperto il confronto nei prossimi mesi, in modo sincero, trasparente e costruttivo. Le nostre perplessità sul percorso di riorganizzazione del Partito Democratico e del centrosinistra non riguardano soltanto il nostro gruppo, ma sono condivise anche da altri militanti, dirigenti, esponenti civici, ex amministratori ed ex sindaci che, fino ad oggi, non hanno ritenuto di aderire o rinnovare la propria partecipazione perché non hanno intravisto un partito realmente aperto, collegiale e inclusivo.
Il nostro obiettivo resta quello di contribuire alla costruzione di un centrosinistra unito, partecipato, trasparente e capace di offrire a Silvi una credibile alternativa di governo. Perché il futuro della città richiede coraggio, rinnovamento e una vera politica del cambiamento. - Un gruppo di iscritti al PD di Silvi -