Palazzo della Sanità, Dionisio: "La proprietà si accerti con un arbitrato"
"Istanza congiunta al Tribunale di Teramo per nominare il presidente del collegio arbitrale con Provincia e Arpa", si legge nella nota
- La Redazione
TERAMO – "Basta chiacchiere, promuoviamo un arbitrato per stabilire a chi appartiene il Palazzo della Sanità. Presentiamo un'istanza congiunta al Tribunale di Teramo per la nomina del presidente di un collegio arbitrale, composto anche da un rappresentante della Provincia e uno di Arpa, e affidiamo a questo organismo il compito di accertare, in tempi brevissimi, la proprietà dell'immobile".
Così il direttore generale di Arpa Abruzzo, Maurizio Dionisio, in merito alla controversia sulla proprietà dell'ex Palazzo della Sanità di Teramo, in piazza Martiri Pennesi, sede del Distretto provinciale dell'Agenzia. Un invito diretto al presidente della Provincia, Camillo D'Angelo, che conferma la ferma convinzione dei vertici di Arpa circa la titolarità dell'immobile e la piena disponibilità a sottoporre la questione a un collegio arbitrale, per arrivare in tempi rapidi a una soluzione definitiva della disputa sull'edificio, al centro di un progetto di demolizione e ricostruzione post-sisma.
Dionisio richiama quindi le disposizioni del Codice civile in materia di trascrizione immobiliare, respingendo le contestazioni sulla validità degli atti e ribadendo la posizione dell'Agenzia.
"Il Libro VI, Titolo I del Codice Civile – evidenzia il direttore generale di Arpa Abruzzo - disciplina le modalità di trascrizione della proprietà e quindi il modo per accertare la proprietà dei beni immobili. Quindi, chi pone in dubbio che la proprietà dell'edificio di Piazza Marti Pennesi sia di Arpa – osserva - non mette in dubbio ciò che dice l'Avvocato Maurizio Dionisio, ma mette in dubbio ciò che stabilisce il Codice Civile. Mi riferiscono – aggiunge Dionisio - che il presidente della Provincia avrebbe sostenuto che quella trascrizione sia un atto unilaterale da me effettuato a mio piacimento. Se ciò fosse vero – afferma - dovremmo concludere che chiunque potrebbe intestarsi domani il Colosseo o addirittura la Basilica di San Pietro. In realtà – spiega l’avvocato Dionisio - la trascrizione avviene attraverso la supervisione del conservatore dei pubblici registri immobiliari, il quale controllo è rigorosissimo. È ora che si smetta dunque, una volta per tutte, di mettere in dubbio la proprietà di quel palazzo e, soprattutto, di rallentare un'opera pubblica di un ente che svolge la propria attività a tutela della salute dei cittadini".
Il direttore generale solleva infine un interrogativo sulle eventuali responsabilità contabili della Provincia, qualora fosse effettivamente proprietaria dell'immobile senza aver mai richiesto un canone di locazione ad Arpa per i venticinque anni di utilizzo dell'edificio.
"Infine – sostiene ancora Dionisio - si impone una considerazione: gli uffici di Arpa Abruzzo, compresi i laboratori e gli uffici territoriali, hanno occupato quell'immobile di piazza Martiri Pennesi negli ultimi 25 anni. Ma se la Provincia fosse stata proprietaria, non avrebbe dovuto chiedere un affitto? E se non lo ha fatto – conclude il direttore di Arpa - non bisognerebbe chiamare tutti i vertici della Provincia a rispondere dinanzi alla Corte dei conti per un elevatissimo danno erariale?".