Ospedale Val Vibrata, ripartire da tredici (UOC): quel limite è norma
Il Comitato Civico: "E' un problema non solo numerico ma anche politico e programmatico"
2026-02-25T10:57:00+01:00 - La Redazione
SANT'OMERO - La riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese è ferma in uno stallo politico-amministrativo. Il nodo è uno: la ASL di Teramo ha inserito nel proprio Atto aziendale la UOC di Chirurgia generale di Sant'Omero, portando il totale regionale a 14 UOC — una in più rispetto al tetto massimo di 13 fissato dal DM 70/2015 e recepito dalla legge regionale n. 60/2023.
Quel limite non è arbitrario: è norma. Ed è da lì che bisogna ripartire.
Secondo l'impostazione regionale, 10 UOC sarebbero pubbliche (3 ASL L'Aquila, 4 ASL Chieti, 1 ASL Pescara, 2 ASL Teramo). Le restanti 3, per arrivare a 13, verrebbero attribuite al privato convenzionato con più di 18 posti letto: Clinica L'Immacolata a L'Aquila (21 p.l.), Clinica Pierangeli (51 p.l.) e Villa Serena (20 p.l.) a Pescara.
Ma il problema non è solo numerico, è politico e programmatico. Il privato convenzionato deve integrare il pubblico, non sostituirlo. Non può essere il pubblico a ridursi per fare spazio al convenzionato.
Nel teramano, il risultato concreto è che due ospedali pubblici — Sant'Omero e Giulianova — resterebbero senza UOC di Chirurgia generale: una penalizzazione territoriale evidente.
Ci sono poi criticità strutturali che pesano sul sistema: la clinica privata aquilana non dispone di Terapia intensiva, mentre Sant'Omero e Giulianova ne sono dotati. Le due cliniche private pescaresi hanno la Terapia intensiva, ma non risultano integrate nella rete pubblica dell'Emergenza-Urgenza.
Lo stesso nodo si ripresenta per l'Ortopedia: anche qui il tetto di UOC è identico a quello della Chirurgia, strutture pubbliche territoriali restano escluse mentre entrano cliniche private convenzionate sopra soglia. Stesso schema, stesso problema: il privato deve integrare, non rimpiazzare.
A fronte della mobilità passiva che penalizza la ASL di Teramo e l'intera Regione, la priorità deve essere il rafforzamento dell'offerta pubblica.
Di questo, ed altro, si parlerà all'assemblea pubblica del 6 marzo a Sant'Omero organizzata dal Comitato Civico a tutela dell'Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica.
Ripartire da tredici, sì. Ma ripartendo dal pubblico. - Comitato Civico Ospedale Val Vibrata -