Orsa Amarena: nuovo stop. LNDC Animal Protection: “Delusi ma pronti a proseguire"
LNDC Animal Protection esprime delusione per il secondo rinvio dovuto a un vizio procedurale e ribadisce la propria determinazione a costituirsi parte civile
– La Redazione
L'AQUILA - LNDC Animal Protection esprime profonda delusione per l’esito dell’udienza odierna presso il Tribunale di Avezzano, conclusasi con un nuovo stop al processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta nel 2023 per mano dell’imputato Andrea Leombruni che le ha sparato avendola scoperta nei pressi della sua proprietà, nonostante fosse in compagnia dei suoi cuccioli ancora non pienamente autosufficienti. Amarena era un simbolo dell’Abruzzo e la sua uccisione colpì profondamente l’opinione pubblica locale e nazionale, ma da oltre due anni attende giustizia.
Il rinvio è stato determinato da una nullità nel decreto di citazione a giudizio, un vizio procedurale che ha reso necessario fermare nuovamente il procedimento. Si tratta purtroppo del secondo stop e del secondo errore che rallenta in modo significativo l’accertamento delle responsabilità per un fatto di estrema gravità.
“Siamo profondamente amareggiati. Questo ulteriore rinvio rappresenta un duro colpo per chi chiede giustizia per Amarena e per tutti coloro che credono nella tutela reale della fauna selvatica. Errori procedurali di questo tipo rischiano di minare la fiducia dei cittadini e di svuotare di significato un processo che ha un enorme valore simbolico e giuridico”, afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection.
Il procedimento dovrà ora ripartire dall’emissione di un nuovo decreto di citazione a giudizio, passaggio necessario affinché il processo possa finalmente entrare nel merito dei fatti. LNDC Animal Protection seguirà con la massima attenzione le prossime fasi e rimane in attesa che venga fissata la nuova udienza.
L’associazione conferma sin da ora la propria determinazione a costituirsi parte civile, come aveva già fatto, e a svolgere con determinazione tutte le attività difensive necessarie affinché vengano accertate le responsabilità penali a carico del killer della povera Amarena.
“La nostra battaglia non si ferma. Amarena merita giustizia e la sua uccisione non può essere archiviata tra ritardi ed errori. Continueremo a vigilare e a far sentire la nostra voce, in tribunale e fuori, perché la tutela della fauna protetta non resti solo un principio astratto”, conclude Rosati.