“Non quando esso vive”, la fantascienza della scrittrice teramana Annarita Stella Petrino
Quanto siamo disposti ad affidare alla tecnologia? Cinque storie di fantascienza tra intelligenza artificiale, identità, vita, morte e libertà di scelta
- La Redazione
TERAMO - Quando la tecnologia ci costringe a chiederci che cosa significa essere umani
“Non quando esso vive”, la nuova raccolta di Annarita Stella Petrino: cinque storie di fantascienza tra intelligenza artificiale, identità, vita, morte e libertà di scelta
Quanto siamo disposti ad affidare alla tecnologia? E che cosa accade quando il progresso non si limita più a semplificare la nostra vita, ma comincia a intervenire sulla coscienza, sull’identità, sulla nascita e persino sulla morte?
Sono interrogativi che appartengono ancora alla fantascienza, ma forse non per molto.
Da queste domande nasce “Non quando esso vive”, la nuova raccolta della scrittrice abruzzese Annarita Stella Petrino, pubblicata da SelfPro Editore: cinque racconti nei quali innovazione scientifica e tecnologica diventano il punto di partenza per esplorare alcune delle questioni etiche più complesse del nostro presente.
Intelligenza artificiale, eutanasia, coscienza digitale, ricostruzioni olografiche, fecondazione artificiale ed eugenetica attraversano le cinque storie. Ma al centro non ci sono le macchine. Ci sono le persone e le decisioni che sono chiamate a prendere quando ciò che un tempo sembrava impossibile diventa improvvisamente realizzabile.
CINQUE POSSIBILI FUTURI, CINQUE DILEMMI
In “Judy Bow”, un processo è chiamato a stabilire dove finisca il diritto alla vita e dove possa cominciare quello alla morte.
Nel racconto che dà il titolo alla raccolta, “Non quando esso vive”, un giovane in coma da anni riesce nuovamente a comunicare grazie a una ricostruzione olografica. Ma quella voce, quell’immagine, quella presenza sono ancora lui? E fino a che punto una tecnologia capace di restituire l’apparenza di una persona può restituirne anche l’identità?
Negli altri racconti il confine si sposta ancora.
Una telecamera impiantata nell’occhio di una ragazza cambia il suo modo di osservare la realtà e la verità. Il dolore per la perdita di una persona amata incontra la possibilità di prolungarne tecnologicamente la presenza. Un viaggio in automobile diventa infine la metafora di una società che delega porzioni sempre più ampie della propria esistenza alla tecnologia, rischiando di smarrire, insieme al controllo, anche qualcosa di profondamente umano.
Il futuro immaginato da Petrino non è dunque popolato soltanto da invenzioni straordinarie. È soprattutto un futuro fatto di scelte.
La domanda che attraversa la raccolta non è semplicemente che cosa saremo capaci di inventare, ma che cosa saremo disposti a fare quando quelle invenzioni saranno a nostra disposizione.
Ed è proprio qui che la fantascienza incontra il presente.
DALL’ABRUZZO ALLA FANTASCIENZA ITALIANA
Nata a Giulianova, in provincia di Teramo, e residente a Montorio al Vomano, Annarita Stella Petrino è insegnante di scuola primaria presso l’I.C. Montorio-Crognaleto e scrittrice.
La passione per la fantascienza nasce molto presto: a tredici anni la lettura di “Destinazione cervello” di Isaac Asimov segna l’inizio di un percorso che dalla lettura la condurrà alla scrittura.
Esordisce nel 2004 con il romanzo “Ragnatela dimensionale”, pubblicato da Delos Books. Seguono le raccolte “You God” e “Racconti nascosti nei sogni”, il romanzo “Immateria – Al di là della Matrice” e numerosi racconti apparsi su riviste, webzine e antologie.
Nel 2020 il romanzo “Quando Borg posò lo sguardo su Eve”, pubblicato da Tabula Fati, vince il Premio Ernesto Vegetti nella categoria Miglior Romanzo di Fantascienza.
Tre anni più tardi Petrino conquista nuovamente lo stesso riconoscimento con “Le città galleggianti”, vincitore del Premio Ernesto Vegetti 2023 come Miglior Romanzo di Fantascienza.
Nel giugno 2026 arriva un altro riconoscimento: il racconto “Cronolinea” ottiene il primo premio al concorso letterario Horafelix.
Dagli esordi fino a “Non quando esso vive”, il confronto tra essere umano e progresso rimane il filo conduttore della sua narrativa. Intelligenza artificiale, identità, coscienza, libertà individuale e implicazioni etiche delle innovazioni scientifiche diventano così strumenti per raccontare un futuro che, storia dopo storia, sembra sempre meno lontano.