Non c’è umanità senza lotta femminista
Lunedì 9 sciopero nei settori del terziario, turismo e servizi, e della conoscenza
- Walter Cori
TERAMO – In occasione della Giornata internazionale della donna, la Filcams CGIL e la Fic Cgil proclamano per il 9 marzo lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori del commercio, turismo e servizi e della conoscenza, per rivendicare parità, diritti e lavoro dignitoso.
“In Italia – sottolinea la Filcams CGIL Teramo – le donne continuano a guadagnare meno degli uomini, sono più esposte al lavoro precario e registrano livelli di disoccupazione molto più alti”. I dati parlano chiaro: il 71,3% dei lavoratori dipendenti a bassa retribuzione è donna, e tra queste l’81,3% ha un contratto part time, spesso non per scelta. Il divario salariale resta significativo, con circa 8.000 euro annui in meno rispetto agli uomini, mentre il 42% delle donne non ha un lavoro, in gran parte a causa dei carichi di cura familiari.
Una situazione che nei settori rappresentati dalla Filcams – terziario, turismo e servizi – appare ancora più evidente. “Parliamo di comparti fondamentali per l’economia – spiega il sindacato – ma caratterizzati da lavoro povero, part time involontario, contratti a termine e forte flessibilità che troppo spesso si trasforma in precarietà. In questi contesti le donne pagano il prezzo più alto, tra bassi salari, solitudine lavorativa e difficoltà di conciliare vita e lavoro”.
Secondo la Filcams, le disuguaglianze nel lavoro sono il riflesso di un problema più ampio. “Quello che accade nei luoghi di lavoro – afferma la Filcams CGIL Teramo – è lo specchio di una società ancora segnata da un modello patriarcale che scarica sulle donne il peso del lavoro di cura e limita la loro piena autonomia economica e sociale”.
La FLC CGIL Teramo ribadisce che di fronte al riemergere di una cultura maschilista, misogina e patriarcale che continua a produrre violenze e discriminazioni è necessario difendere con forza i diritti delle donne, a partire dall’autodeterminazione e dalla piena parità di genere.
“Anche nel sistema dell’istruzione queste disuguaglianze sono evidenti – dichiara la FLC CGIL Teramo. La scuola e l’università sono settori con una forte presenza femminile tra il personale, ma questo non si traduce in un reale riconoscimento economico e professionale. Alla diffusione del precariato, alle difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro e alla scarsa valorizzazione delle competenze si aggiunge la mancanza di un investimento serio in percorsi educativi strutturati sull’educazione al rispetto, alle differenze e all’affettività. Preoccupa – aggiunge la Segretaria Alessandra Palombaro - l’impostazione del disegno di legge sulla violenza sessuale, che sostituendo il principio del “consenso libero e attuale” con quello del “dissenso”, rischia di spostare la responsabilità sulle vittime, esponendole a ulteriori forme di rivittimizzazione. Allo stesso tempo, mentre aumentano episodi di violenza e sopraffazione tra i più giovani, il governo continua a negare l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, privando studenti e studentesse di uno strumento fondamentale di prevenzione e crescita civile.”
“Scuola, università e ricerca devono essere luoghi in cui si costruisce una cultura del rispetto, della libertà e dell’uguaglianza – dichiara Alessandra Palombaro, Segretaria della FLC CGIL Teramo –. Per questo chiediamo più investimenti nell’istruzione, stabilizzazione del lavoro precario e percorsi educativi che promuovano consapevolezza, parità di genere e contrasto a ogni forma di violenza”.
La Filcams e la Fic di Teramo saranno il 9 marzo alle ore 11:00 presso l’Università degli Studi di Teramo, insieme a lavoratrici e lavoratori e all'udu, per un volantinaggio con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema delle disuguaglianze di genere. La scelta dell’università non è casuale: essa rappresenta un simbolo di cultura e un presidio di conoscenza, dove la cultura del patriarcato può essere debellata partendo dalle nuove generazioni. L’ateneo diventa così un veicolo fondamentale per promuovere consapevolezza, formazione e cambiamento sociale. In questo contesto, accanto alla denuncia delle discriminazioni nel mondo del lavoro, il sindacato ribadisce che solo attraverso l’educazione e la cultura è possibile costruire un futuro senza diseguaglianze.
Per questo il 9 marzo scioperiamo: per un lavoro stabile, regolare e dignitoso, per la parità salariale, contro ogni forma di violenza e discriminazione, proseguendo l'impegno delle categorie nei luoghi di lavoro e nella società, con l'obiettivo di costruire una comunità davvero più giusta e inclusiva.