Niente piano del Commercio: dal 2027 aperture indiscriminate dei centri commerciali

Blasioli e Paolucci: "Sarebbe un colpo durissimo per i piccoli e medi commercianti delle nostre città, già messi in ginocchio"

- La Redazione

Niente piano del Commercio: dal 2027 aperture indiscriminate dei centri commerciali

PESCARA - “Non ci sarà alcun Piano regionale del commercio entro il termine perentorio del 2026, nonostante sia previsto esplicitamente dal 2018 nel Testo Unico Regionale sul Commercio. A comunicarlo oggi sono stati gli uffici regionali nel corso dei lavori della Prima Commissione.

È un fatto di straordinaria gravità, perché se la Regione Abruzzo non interverrà rapidamente, dal gennaio 2027 chiunque potrà aprire nuovi centri commerciali. Sarebbe un colpo durissimo per i piccoli e medi commercianti delle nostre città, già messi in ginocchio dall’elevatissima densità di grandi strutture di vendita presenti sul territorio e dalla concorrenza del commercio online, il tutto aggravato da anni di politiche miopi che stanno contribuendo allo svuotamento dei centri cittadini”, ad affermarlo sono il Vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli ed il Capogruppo PD Silvio Paolucci, nel corso della I Commissione Bilancio odierna, che ha visto un’articolata discussione con gli uffici tecnici, ma l’assenza dell’assessore competente Magnacca.

“Oggi – incalzano Blasioli e Paolucci - avremmo voluto chiedere direttamente alla Giunta quale sia la volontà della maggioranza su un tema che incide in modo decisivo sull’economia locale. Ascoltare la politica, e non solo la struttura tecnica, avrebbe aiutato a comprendere quale direzione la Regione intenda prendere. Anche perché - ricorda Blasioli -  ci troviamo a quasi un anno di distanza dall’emendamento alla legge “Salva Casa”, approvato su proposta mia e del Partito Democratico. In quell’occasione, come opposizione, intervenimmo su due punti: il recupero dei locali doveva riguardare esclusivamente la media distribuzione commerciale e, al tempo stesso, chiedemmo di prorogare la moratoria per la grande distribuzione dal 2025 al 2030. Una scelta che facemmo per ragioni precise. Da un lato, consentire l’entrata in vigore di una nuova disciplina sul recupero, che non riguardasse la grande distribuzione. Dall’altro tenere conto del fatto che l’articolo su cui si interveniva era strettamente legato proprio all’adozione del Piano regionale della rete distributiva commerciale.
 
Un Piano che la Regione Abruzzo attende dal 2018, ovvero dall’approvazione del testo unico sul commercio. Sono passati 8 anni – incalzano ancora i Consiglieri PD – e la Regione Abruzzo ne è ancora sprovvista. Per questo, quando nel 2025 varammo il “Salva Casa”, prevedemmo un ampio durata della moratoria, fino al 2030, consapevoli che difficilmente il Piano sarebbe arrivato in tempi rapidi. Il confronto tra Regione e Ministero ha poi portato a una mediazione che ha ridotto quel termine al dicembre 2026. Questo significa che fino a quella data in Abruzzo non possono nascere nuove grandi strutture di vendita o parchi commerciali. Dal 1° gennaio 2027, invece, sì, a meno che la Regione non approvi finalmente il Piano con le dovute limitazioni. Il problema – sottolinea – è che oggi gli uffici ci dicono chiaramente che quel Piano non sarà pronto nei tempi.
 
Nel frattempo, nel quadro normativo è intervenuta anche la legge statale 214 del 2023, che ha ampliato le ipotesi in cui le Regioni, in concertazione con le associazioni di categoria, possono prevedere limitazioni localizzative per la grande distribuzione.
 
Alla luce di questo assetto legislativo, Il nuovo Piano non solo è necessario, ma offrirebbe oggi strumenti ulteriori per governare in modo sostenibile la rete distributiva abruzzese.
Sia chiaro che il principio della libera concorrenza richiamato dal Ministero è sacrosanto. Ma sappiamo anche che l’Abruzzo ha una concentrazione di grande distribuzione tra le più elevate,  soprattutto in alcune aree, e che il commercio di prossimità vive una crisi profondissima. E parliamo di un commercio che è tutt’altro che “piccolo”: tiene vive le città, garantisce sicurezza, presidia i territori, ma oggi è schiacciato sia dalla grande distribuzione sia dal commercio online.
 
Per questo è indispensabile sapere cosa intende fare la Regione Abruzzo. Ho chiesto quindi che l’assessora venga ascoltata quanto prima in Commissione e spero che arrivi con l’affidamento già eseguito a terzi della predisposizione del piano, perché su questo tema serve un indirizzo politico chiaro. Anche alla luce delle stesse dichiarazioni degli uffici, secondo cui l’impegno assunto dal presidente Marsilio nella leale collaborazione con il Governo colloca oggi la Regione in una vera e propria zona grigia e la non approvazione del Piano apre la porta a rischi che l’Abruzzo non può permettersi. Ci convincono pienamente – concludono – le argomentazioni di Carlo Rossi, che ha portato in Commissione la voce di Confesercenti e Confcommercio, esponendo con chiarezza la posizione delle  associazioni di categoria” concludono.

Il Vicepresidente del Consiglio Regionale

Antonio Blasioli

Il Capogruppo del Partito Democratico

Silvio Paolucci