Nessun dissesto: assolto il sindaco di Chieti Diego Ferrara

Paolucci: "Ora Di Primio si dimetta da Difensore civico regionale”

- Walter Cori

Nessun dissesto: assolto il sindaco di Chieti Diego Ferrara

PESCARA - “Abbiamo atteso con rispetto e senso delle istituzioni l’esito delle pronunce giudiziarie, evitando strumentalizzazioni e polemiche. Oggi, alla luce della nuova sentenza della Corte dei Conti, è possibile affermare con chiarezza una verità che non è politica, ma giudiziaria: il dissesto del Comune di Chieti affonda le sue radici nella precedente amministrazione guidata da Umberto Di Primio. C’è ora un tema di coerenza istituzionale che non può essere ignorato. Le sentenze amministrative hanno riconosciuto la responsabilità dell’ex sindaco Umberto Di Primio nel dissesto. Per questa ragione riteniamo che sia doveroso un passo indietro dal ruolo di Difensore civico regionale. Una funzione di garanzia, che richiede autorevolezza e credibilità, non può prescindere da quanto accertato nelle sedi giudiziarie”,  dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, commentando gli esiti delle pronunce della magistratura contabile e amministrativa.

Le decisioni dei giudici delineano un quadro inequivocabile: da un lato viene riconosciuto che l’amministrazione guidata dal sindaco Diego Ferrara ha ereditato una situazione di profondo squilibrio, intervenendo con tempestività e utilizzando gli strumenti disponibili per affrontare una crisi già in atto; dall’altro, viene accertata la responsabilità della precedente gestione, caratterizzata da scelte che hanno evitato, nel tempo, l’adozione di misure necessarie al risanamento. Non si è trattato di un errore, ma di una scelta: rinviare i problemi, ignorando segnali e richiami, fino a determinare una condizione di dissesto conclamato. Le sentenze parlano di responsabilità accertate e di una gestione segnata da una deliberata inerzia rispetto ai doveri di risanamento. Per mesi abbiamo assistito a tentativi di rovesciare la realtà, attribuendo responsabilità a chi si è trovato a gestire una situazione già compromessa. Oggi questa narrazione viene definitivamente smentita dai fatti e dalle decisioni della magistratura”.