Nasce l'Osservatorio regionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile: l'Abruzzo fa rete per la prevenzione

L'iniziativa, promossa dalla Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, nasce con un obiettivo preciso: costruire una rete stabile tra istituzioni, scuole, associazioni

- La Redazione

Nasce l'Osservatorio regionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile: l'Abruzzo fa rete per la prevenzione

L'AQUILA - È stato firmato questa mattina, nella Sala Corradino D'Ascanio del Palazzo della Regione Abruzzo a Pescara, il protocollo che segna l'avvio del percorso per la costituzione dell'Osservatorio regionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile. L'iniziativa, promossa dalla Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione Abruzzo, Alessandra De Febis, nasce con un obiettivo preciso: costruire una rete stabile tra istituzioni, scuole, associazioni, professionisti e tutti quei soggetti che ogni giorno lavorano a tutela dei minori. Alla conferenza stampa, convocata per illustrare i contenuti del documento, hanno preso parte, oltre alla Garante, il presidente dell'Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, Luca Massacesi e la presidente del Comitato Scientifico, Elisa Caponetti, giunti in Abruzzo per sottoscrivere il protocollo e avviare il percorso di costituzione del Comitato scientifico regionale unitamente ad altri professionisti, che opererà in stretta collaborazione con la struttura nazionale.

“Non possiamo continuare a parlare di bullismo soltanto quando un episodio finisce sulle pagine di cronaca. Dobbiamo arrivare prima”. È questo il messaggio che ha accompagnato la presentazione del protocollo, pensato come uno strumento concreto di prevenzione e di collaborazione tra tutte le realtà impegnate nel mondo dell'infanzia e dell'adolescenza.

“L'accordo non rappresenta un punto di arrivo, ma l'inizio di un percorso aperto. Tutti gli enti, le associazioni e i professionisti che condividono queste finalità potranno infatti aderire successivamente, contribuendo a rafforzare una rete che punta a mettere in comune competenze, esperienze e buone pratiche” ha spiegato De Febis.

Tra le priorità del nuovo Osservatorio ci sarà quella di raggiungere l'intero territorio regionale, comprese le aree più periferiche, attraverso una piattaforma operativa e già utilizzata dall'Osservatorio Nazionale, capace di mettere in collegamento scuole, istituzioni e operatori. Grande attenzione sarà dedicata anche all'educazione digitale. Oggi è fondamentale aiutare i ragazzi a vivere il mondo online in modo consapevole, imparando a riconoscere i fenomeni di odio e di violenza in rete, ma soprattutto comprendendo che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, bensì il primo passo per uscire da situazioni di disagio. L'Osservatorio lavorerà attraverso attività di prevenzione, formazione e progettazione, mettendo a disposizione delle scuole gli strumenti sviluppati a livello nazionale e promuovendo nuove iniziative rivolte agli studenti, alle famiglie e agli operatori del settore.

“I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e vogliono tornare al centro dell’attenzione. Ricevo quotidianamente tante richieste di aiuto perché non si sentono ascoltati” ha aggiunto De Febis

“Siamo partiti dall’esempio di 20 campioni olimpici – ha dichiarato Massacesi - che stanno programmando delle attività attraverso le quali donano la loro esperienza per parlare ai giovani che sicuramente si predispongono a un ascolto più con il cuore che con le orecchie. Noi dobbiamo dare l’esempio come adulti e per questo abbiamo scelto i campioni olimpici. Conquistare una medaglia alle olimpiadi significa aver fatto un percorso fatto di resilienza, sacrifici, impegno ma soprattutto ambizione. Oggi ai ragazzi manca questa ambizione, non hanno sogni e per questo vogliamo impegnarci per risvegliare i loro cuori”.

Con la firma del protocollo, l'Abruzzo avvia così un percorso che punta a trasformare la collaborazione tra istituzioni in un'azione concreta e continuativa, nella convinzione che la prevenzione rappresenti il modo più efficace per contrastare il bullismo, il cyberbullismo e ogni forma di disagio giovanile.