Morte bianca di Scerni, PD e GD: “Due giovanissimi abruzzesi scomparsi in meno di un mese"

I direttivi del Partito democratico e dei giovani democratici: "Serve un impegno straordinario sulla sicurezza”

- La Redazione

Morte bianca di Scerni, PD e GD: “Due giovanissimi abruzzesi scomparsi in meno di un mese"

CHIETI –  “La notizia della scomparsa del giovane 23enne di Scerni, uno studente universitario a un passo dalla laurea che ha perso la vita all'interno della cantina sociale mentre lavorava, è un colpo al cuore per tutto l'Abruzzo”, dichiarano in una nota congiunta il Segretario regionale del Partito Democratico Abruzzo, Daniele Marinelli, la responsabile Lavoro della segreteria regionale Monia Pecorale, il capogruppo PD in Consiglio Regionale Silvio Paolucci, il segretario regionale GD Saverio Gileno, il Segretario provinciale del PD Chieti, Leo Marongiu con la responsabile Diritti e Lavoro del provinciale Paola Cianci, esprimendo il più profondo cordoglio e la vicinanza delle comunità Dem ai familiari e agli affetti del giovane.

“Quando a morire sono giovani la tragedia cresce ancora di più – continuano il segretario Daniele Marinelli con la responsabile Lavoro della Segreteria Monia Pecorale, il capogruppo Silvio Paolucci e il segretario regionale GD Saverio Gileno –. In meno di un mese piangiamo la perdita di due ragazzi che hanno trovato la morte mentre svolgevano il proprio lavoro. È una scia di sangue inaccettabile che trasforma il diritto al futuro e alla dignità in una condanna a morte. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a considerarla una inevitabile fatalità: quando un giovane esce di casa per andare a lavorare o per sostenere i propri studi e non vi fa più ritorno, è l'intera società a fallire. Sulle dinamiche dell'incidente di Scerni saranno le autorità competenti e la magistratura a fare piena luce e accertare ogni responsabilità. Ma sul piano politico e sociale non possiamo fermarci ai soli messaggi di cordoglio. Le istituzioni a tutti i livelli, le associazioni di categoria, i sindacati e il mondo produttivo devono compiere uno scatto di responsabilità immediato e coraggioso.

“Servono maggiori investimenti nella prevenzione, più ispettori e controlli nei luoghi di lavoro, una formazione effettiva e non soltanto formale, tutele più forti e un sistema capace di garantire verità e giustizia alle famiglie delle vittime, anche attraverso il patrocinio legale gratuito – aggiungoìno il segretario provinciale Leo Marongiu e la responsabile Diritti e Lavoro della segreteria provinciale Paola Cianci - . Non possiamo accettare che nel nostro Paese si continui a morire lavorando. Contrastare quello che sempre più spesso viene definito “operaicidio”, significa rimettere al centro il valore della vita umana, la dignità del lavoro e la responsabilità collettiva di proteggerli. La sicurezza nei luoghi di lavoro, la prevenzione, la formazione continua e il rispetto rigoroso delle norme non possono essere considerati un costo o un adempimento burocratico, ma un investimento primario e inalienabile”.