Morte a Castrogno, non cambia nulla

Sottanelli: "A 45 giorni dall’appello del Sappe la situazione è rimasta inalterata"

- Walter Cori

Morte a Castrogno, non cambia nulla

TERAMO - "Un uomo di 48 anni è morto sabato sera nella sua cella del carcere di Castrogno. Le ricostruzioni degli inquirenti, che restano da verificare e che sarà l'autopsia di lunedì a confermare o smentire, riconducono il decesso a un arresto cardiaco provocato dall'inalazione del gas di una bomboletta da campeggio, di quelle in dotazione ai detenuti per scaldare il cibo. Se così fosse, saremmo davanti alla seconda morte con le stesse identiche modalità nel giro di due mesi, nello stesso istituto: il 31 maggio era toccato a un detenuto di 25 anni, e anche in quel caso l'ipotesi era la medesima” Lo dichiara il deputato abruzzese di Azione, Giulio Sottanelli, che prosegue:

"Il 20 giugno il SAPPE si è rivolto pubblicamente alle istituzioni del territorio, e tra queste al sottoscritto, con una denuncia puntuale: cinquanta unità mancanti tra agenti, sovrintendenti e ispettori, 453 detenuti a fronte di 255 posti regolamentari, un indice di sovraffollamento del 178 per cento, centinaia di ore di straordinario non retribuite da gennaio, sorvoli di droni e ritrovamento di telefoni cellulari all'interno dell'istituto, un numero elevato di detenuti con gravi patologie psichiatriche che il carcere non ha né gli strumenti né il personale per gestire. Ho raccolto quell'appello e ho depositato un'interrogazione al Ministro Nordio chiedendo la liquidazione immediata delle competenze arretrate e un piano di potenziamento della pianta organica. Da allora sono passati quarantacinque giorni: il quadro è rimasto identico e c'è un decesso in più".

"Il problema è che in un istituto pieno per il centosettantotto per cento, con cinquanta agenti in meno del necessario e un'assistenza sanitaria e psicologica largamente sotto la soglia del bisogno, non c'è nessuno che possa accorgersi in tempo di chi sta male. Gli agenti di Castrogno hanno tentato a lungo di rianimare quell'uomo, come avevano fatto a maggio. Stanno reggendo un sistema che lo Stato ha smesso di presidiare, e per giunta senza vedersi pagare le ore che ci mettono".

"Chiederò formalmente al Ministero della Giustizia, Carlo Nordio, e al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria l'invio di ispettori a Castrogno e una relazione su quali misure siano state adottate dopo il 31 maggio in materia di monitoraggio sanitario e di sorveglianza dinamica” - Giulio Cesare Sottanelli -