Monte Morrone di nuovo in fiamme, Di Marco: "Troppe falle ed errori"

“Finita l'emergenza, chiederò una verifica puntuale sulla governance della Protezione Civile regionale” prosegue il consigliere

- La Redazione

Monte Morrone di nuovo in fiamme, Di Marco: "Troppe falle ed errori"

Morrone di nuovo in fiamme, Di Marco: “Finita l'emergenza, chiederò una verifica puntuale sulla governance della Protezione Civile regionale. Troppe falle ed errori: un prezzo troppo alto per la Maiella e per l'Abruzzo”

L'AQUILA - “Spegnere le fiamme e mettere in sicurezza il patrimonio verde minacciato è la priorità assoluta di queste ore, ma una cosa deve essere chiara fin da ora: a emergenza conclusa, va verificata in modo puntuale la governance della Protezione Civile regionale e la gestione della Regione di interventi e prevenzione. È necessario avere contezza di risorse, atti, piani, competenze, metodo ed efficacia, perché è impensabile quello che sta accadendo: un territorio che conta parchi nazionale e bellezze naturalistiche uniche come il nostro non può permettersi queste ferite”, il Vicepresidente della Commissione Ambiente e consigliere regionale Antonio Di Marco interviene con toni durissimi sull'incessante rogo che sta devastando il Monte Morrone, preannunciando una battaglia politica ed ispettiva in Consiglio Regionale sulle falle emerse nella gestione della crisi.

“Ringraziamo senza riserve i Vigili del Fuoco, gli operatori di terra e i tantissimi volontari che stanno lottando contro il fuoco con straordinaria dedizione. Ma il coraggio di chi sta sul campo non può e non deve fare da scudo alle gravissime carenze viste in questi giorni – accusa Di Marco -. In questa vicenda abbiamo assistito a troppi errori, a ritardi inaccettabili nel coordinamento e a una superficialità di fondo che dimostra quanto il Piano AIB della Regione Abruzzo continui a mostrare falle strutturali enormi, punti interrogativi su cui con i colleghi di opposizione chiederemo risposte in Consiglio regionale con l’interpellanza presentata proprio a fronte dell’incendio. Quando i roghi riprendono e si estendono per tre settimane di fila, non si può parlare di pura fatalità, ciò che andrà verificato è il peso di difetti di pianificazione, se ce ne sono stati, di tempestività e di gestione dell'allerta. Le responsabilità di quanto sta accadendo sono enormi e a pagarne il prezzo più alto al momento sono i nostri Comuni lasciati soli a gestire l'ansia dei cittadini, le comunità soffocate dai fumi da settimane e soprattutto la Maiella, il cui inestimabile patrimonio boschivo è stato letteralmente devastato ed è ancora a rischio. Altro elemento da verificare sono i danni collaterali, a partire dagli effetti degli incessanti fumi che stanno riempiendo il comprensorio peligno colpito e un piano immediato di cui chiederò riscontro all’ARTA per capirne la portata per la qualità dell’aria. Finita la crisi è indispensabile pensare anche al risarcimento e il ripristino ambientale sostenibile, per restituire al territorio ciò che ha perso. Ma soprattutto, dal giorno dopo lo spegnimento dell'ultimo tizzone, pretenderemo un azzeramento e una revisione profonda della governance della Protezione Civile regionale. L'Abruzzo non può più permettersi di veder bruciare le sue montagne”.