Medicina Integrata, arriva in V Commissione il progetto di Legge proposto da Mannetti e Gatti condiviso da Lugini
- La Redazione
L'AQUILA - Riceviamo e inoltriamo la nota stampa dei consiglieri regionali Carla Mannetti, Paolo Gatti e Gianpaolo Lugini
“Dare all’Abruzzo una cornice organica per la medicina integrata e le medicine complementari, valorizzando le esperienze maturate nel nostro territorio e ponendo al centro la sicurezza del paziente, la qualità delle prestazioni, la ricerca scientifica e la libertà di scelta terapeutica consapevole”.
È questo l’obiettivo della proposta di legge regionale “Norme per la promozione della medicina integrata e per la disciplina delle medicine complementari nella Regione Abruzzo”, a firma dei consiglieri regionali Carla Mannetti e Paolo Gatti, condiviso e sottoscritto anche dal consigliere Gianpaolo Lugini. Da alcuni mesi, infatti, i consiglieri Mannetti e Gatti lavorano su questo progetto di legge che rappresenta l’importante frutto di studio e soprattutto di ascolto di esperti del settore.
“L’Abruzzo – sottolineano i Consiglieri – può vantare una storia importante in questo settore, fatta di esperienze formative, universitarie e cliniche che, in alcuni casi, hanno anticipato di molti anni il successivo percorso normativo nazionale. La nostra proposta non introduce quindi qualcosa di estraneo alla realtà regionale, ma intende mettere a sistema un patrimonio di conoscenze, professionalità ed esperienze già presente e consolidato in linea con quanto stabilito a livello nazionale dall’Accordo Stato Regioni del 2013 ”.
La relazione ricostruisce infatti un percorso che parte dalle esperienze formative avviate alla fine degli anni ottanta e arriva alle attività di ricerca universitaria e alle esperienze cliniche sviluppate nel Servizio sanitario regionale.
“Va inoltre ricordato – aggiungono – che il Consiglio regionale si è già pronunciato in questa direzione con la legge regionale n. 5 dell’11 marzo 2025. Non partiamo da zero: il legislatore abruzzese ha già riconosciuto espressamente l’importanza della ricerca nel campo della medicina integrata, prevedendo il sostegno alle attività di studio del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento dell’Università “G. d’Annunzio” e, in particolare, alla ricerca sull’utilità delle terapie integrate nel trattamento delle patologie oncologiche. La nuova proposta compie un passo ulteriore: amplia quella impostazione e la inserisce in un quadro organico regionale, capace di valorizzare tutte le esperienze presenti nelle altre ASL del nostro territorio”.
Non a caso, la nuova proposta richiama e coordina espressamente la legge regionale n. 5 del 2025, prevedendo che la Regione valorizzi sia le attività di studio e ricerca già presenti sul territorio sia quelle sostenute in base a quella legge. Il testo individua come principio fondamentale la libertà di scelta terapeutica consapevole del cittadino, insieme alla libertà di cura del professionista sanitario, nel pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione, della normativa statale e dell’Accordo Stato-Regioni del 7 febbraio 2013. Tra gli obiettivi vi sono inoltre la sicurezza e l’appropriatezza delle prestazioni, l’informazione corretta dei cittadini, la formazione dei professionisti e la promozione della ricerca scientifica.
“È importante chiarire – sottolineano Mannetti, Gatti e Lugini – che non vi è alcuna contrapposizione con la medicina convenzionale. La medicina integrata è concepita come un modello interdisciplinare nel quale i trattamenti complementari come ad esempio l’agopuntura possono affiancare, quando appropriati, le cure convenzionali, sulla base della valutazione clinica individuale e delle evidenze scientifiche disponibili. Le cure necessarie non vengono sostituite e la centralità resta sempre quella del paziente e della sua sicurezza”.
La proposta, inoltre, apre alla possibilità di sviluppare, nell’ambito del Servizio sanitario regionale, percorsi assistenziali e progetti sperimentali sottoposti al monitoraggio degli esiti clinici, dell’appropriatezza e della sostenibilità economica, favorendo la collaborazione tra Università, ASL, strutture sanitarie ed enti di ricerca. Tra gli ambiti prioritari vengono indicati oncologia integrata e qualità della vita del paziente oncologico, terapia del dolore, cure palliative, patologie croniche, riabilitazione, invecchiamento attivo, prevenzione e corretti stili di vita, sempre in relazione alle evidenze scientifiche disponibili.
“L’obiettivo – concludono i Consiglieri regionali – è passare dalle singole esperienze a un vero sistema regionale. Vogliamo affrontare questa materia senza pregiudizi e senza semplificazioni, con criteri rigorosi: evidenza scientifica, sicurezza, formazione qualificata, informazione corretta e verifica dei risultati. L’Abruzzo ha già riconosciuto nel 2025 il valore della ricerca in questo settore e i risultati sono ottimi ; ora possiamo dare a quel percorso una dimensione più ampia e strutturata e soprattutto valorizzare quanto già si sta facendo in altri Ospedali abruzzesi ”.