“Materiale di risulta” è l’album di debutto della band teramana O.Re.Cu.Pe.

Il debutto enfatizza in 10 brani la riflessione che inciampa nella realtà

- Walter Cori

“Materiale di risulta” è l’album di debutto della band teramana O.Re.Cu.Pe.

ISOLA DEL GRN SASSO – Sabato scorso, la cornice del Nido del Focolare a Cerchiara di Isola del Gran Sasso, ha ospitato un evento che è andato ben oltre il semplice concerto, trasformandosi in un momento di confronto e di profonda riflessione, capace di coinvolgere ed emozionare centinaia di persone.
Il collettivo O.Re.Cu.Pe. (acronimo di Officina di Resistenza Culturale Permanente) ha presentato ufficialmente al pubblico il suo album d'esordio, “Materiale di risulta”, un progetto che arriva dopo una quindicina d'anni di attività e di presidio culturale sul territorio.

A dare vita a questo racconto sonoro è stata la formazione composta da Pasquale Pichinelli alla voce, Enrico Benetel alla chitarra, Danilo Clamoroso alle tastiere, Ismaele Vicentini al basso e Remo Di Paolo alla batteria. Insieme agli ospiti Christian Ridolfi (percussioni), Francesco Mascitti (tromba) e Sergio Fabri (sassofono), hanno guidato il pubblico attraverso brani che “inciampano” continuamente nella realtà, affrontando temi forti e delicati allo stesso tempo come la guerra, l’egoismo, l’amore, l’ambiente e l’emarginazione.  
Attraverso i testi del paroliere Luca Varrassi, e una musica capace di “materializzarsi” e trasformarsi in racconto, la band ha ricordato quanto sia determinante il luogo in cui si nasce: citando l’insegnamento di Gino Strada, le O.Re.Cu.Pe. hanno ricordato che il benessere di cui godiamo oggi non è il frutto di un processo meritocratico, ma una pura questione di fortuna e di coordinate geografiche.

L’album, composto da dieci canzoni, si muove infatti tra le pieghe di una società frenetica per porre l’attenzione sulle macerie che restano una volta smontate le impalcature dell’individualismo. Un concetto che trova compimento nelle parole e nei pensieri del gruppo: “Le O.Re.Cu.Pe. scavano tra i detriti della quotidianità per dimostrare che proprio in ciò che avanza risiede un valore, una scintilla, una storia che merita di essere riportata o portata al centro della scena. Sono presenti anche canzoni d'amore, ma spesso, invece che su di un bacio romantico sotto la pioggia, l’attenzione è posta sulla pioggia che è diventata acida e poi è un casino. Canzoni che ci ricordano di quanta fortuna ha avuto chi è nato in una certa parte del mondo. Perché i diritti, anzi i privilegi - perché come diceva Gino Strada, se i diritti non sono di tutti, allora chiamateli privilegi -, i privilegi dei quali godiamo non sono il frutto di un processo meritocratico, ma semplice questione di fortuna, di storia e di geografia. Sono canzoni che inciampano nella realtà e per questo dotate di un particolare potere: ci permettono di farci sentire persone più profonde e subito dopo di tornare a lamentarci del corriere che ci ha consegnato le scarpe nuove con dieci minuti di ritardo”.

Il tema centrale della serata è stato introdotto dalla tavola rotonda dal titolo “Questione di fortuna, di storia e di geografia”. Un momento che ha toccato corde profonde grazie alla testimonianza portata da due ospiti d’eccezione, che hanno vissuto direttamente la tragedia della guerra e hanno visto con i propri occhi come la vita sia realmente una “questione di fortuna”. La dottoressa Martina Paesani, caposala del 118 di Teramo e collaboratrice di Medici senza Frontiere, ha raccontato le sue esperiente in Siria, Yemen e Gaza annunciando che, a breve, partirà per una missione di due mesi in Sudan. Sergio D'Ascenzo, infermiere del 118 in pensione e presidente dell'Associazione Kerjgma (di Isola del Gran Sasso) ha portato la sua testimonianza dei viaggi di solidarietà effettuati in Moldavia e Ucraina.
Dopo il concerto, la serata si è conclusa con un momento conviviale di confronto e riflessione, suggellando lo spirito di un collettivo come O.Re.Cu.Pe. che da quindici anni continua a decostruire il presente per provare a ricostruire un senso di comunità.

Da solo, ognuno di noi è nessuno, ma duecento persone insieme nella stessa sala, unite per qualche ora dalle stesse emozioni, diventano finalmente qualcosa – affermano i componenti del Gruppo -. Per il tempo di un incontro, tra i racconti dei relatori e le note della nostra musica, queste duecento persone hanno deciso di non voltarsi dall'altra parte di fronte a certe situazioni, dimostrando che la condivisione e il confronto sono ancora il miglior antidoto all'indifferenza”.

L'album sarà disponibile a breve sulle principali piattaforme audio e su altri supporti.
 
TRACKLIST – MATERIALE DI RISULTA

  • Il Trattato di Ottawa
  • Lifeshop
  • Discalculia
  • La Tregua di Natale
  • Incontri
  • Quattro cuori verdi
  • Cerchi nel grano
  • El Niño
  • Maledetta tentazione
  • Marcos y Pilar