M5S Silvi: "Dall'aggressione al rimpasto: quando la coerenza cede il passo al potere"

Con il suo improvviso passo indietro, Colatriano toglie le castagne dal fuoco a Fratelli d’Italia, consentendo probabilmente al partito di chiudere la partita senza assumersi alcuna responsabilità politica

- La Redazione

M5S Silvi: "Dall'aggressione al rimpasto: quando la coerenza cede il passo al potere"

SILVI - Il passo indietro di Matteo Colatriano, ex assessore al Turismo in quota Fratelli d’Italia, sembra rappresentare l’ultimo tassello di un’operazione politica che ha ben poco a che vedere con la gravità dei fatti che hanno travolto l’amministrazione Scordella.
Nel tentativo, a dir poco ardito, di ricomporre la Giunta, il sindaco sembra aver colto l’occasione della crisi per liberarsi di una figura evidentemente non più gradita, per ragioni che la cittadinanza non conosce e che avrebbe tutto il diritto di conoscere.
Con il suo improvviso passo indietro, Colatriano toglie le castagne dal fuoco a Fratelli d’Italia, consentendo probabilmente al partito di chiudere la partita senza assumersi alcuna responsabilità politica: reintegrare la vicesindaca vittima dell’aggressione che ha scatenato la crisi e fare spazio a Marco Guarnieri, ammesso che il partito veda davvero in lui la figura giusta.
Ma torniamo al vero nodo della questione, che qualcuno vorrebbe evidentemente far dimenticare: Fratelli d’Italia avrebbe dovuto staccare la spina a un’amministrazione ormai in agonia, per difendere non soltanto la propria vicesindaca, ma anche i principi più elementari di rispetto e dignità istituzionale. Non lo sta facendo. Anzi, si prepara a reinserire proprio la persona che ha subito quella aggressione, riconsegnandola alla stessa amministrazione e agli stessi colleghi dai quali, come lei stessa ha dichiarato, non si è sentita difesa.
Alla fine, tutto il marasma che ha investito Silvi sembra essere servito soltanto a due cose: sostituire l’assessore all’Urbanistica Giampaolo Lella, dimessosi a seguito del grave episodio di violenza e non certo rimosso per iniziativa del sindaco, con Pina Vallescura, che ha esordito in Consiglio comunale con dichiarazioni a dir poco imbarazzanti, e accompagnare all’uscita Matteo Colatriano.
Per il resto, assolutamente nulla cambia. Stesso sindaco, probabilmente stessa vicesindaca, stessa maggioranza, ma anche le immutate gravi responsabilità politiche.
E non possiamo nascondere il nostro stupore neppure di fronte all'eventuale, ma sempre più probabile, scelta della vicesindaca di rientrare in Giunta. Dopo aver denunciato pubblicamente l’aggressione e il mancato sostegno da parte di alcuni colleghi, ci aspetteremmo un gesto conseguente di rottura, capace di affermare che esistono limiti oltre i quali non è possibile continuare a far finta di nulla. Una scelta che, dopo la solidarietà che le abbiamo già espresso, riconosceremmo come un segnale di coerenza e coraggio, un esempio concreto di come si possa reagire alla violenza, alla prepotenza e all'offesa.
Si continua a parlare, invece, di un imminente reintegro che sembra voler cancellare, con un surreale rimpasto, una vicenda destinata a restare impressa nella storia di Silvi come uno dei punti più bui della sua storia politica. E in nome di cosa, poi? Della prosecuzione di un’amministrazione che, ben prima di questa vicenda, aveva già messo in ginocchio Silvi?  Magari ricorrendo alla solita giustificazione secondo cui non si può lasciare la città nelle mani di un commissario prefettizio? E siamo davvero sicuri che qualche mese di gestione commissariale sarebbe peggio di altri due anni di un’amministrazione che ha leso e continua a ledere l’immagine della nostra città?
E a pagarne il prezzo, ancora una volta, è Silvi, costretta ad assistere a un indecoroso tentativo di  simulare una compattezza della maggioranza che, nei fatti, non esiste, mentre i problemi della città continuano ad aspettare risposte.


Movimento 5 Stelle Silvi