“LUCE 3.0”, Giulio Gennari trasforma Enrico Melozzi in materia espressiva

Il progetto unisce la sperimentazione contemporanea all’impegno solidale: una parte della produzione sarà devoluta in beneficenza

2026-02-23T11:31:00+01:00 - La Redazione

“LUCE 3.0”, Giulio Gennari trasforma Enrico Melozzi in materia espressiva

PESCARA - Cosa succede quando la luce trasfigura la sua funzione classica per diventare sostanza plastica, e la musica cessa di essere solo colonna sonora per farsi architettura emotiva? Nasce LUCE 3.0, il progetto firmato da Giulio Gennari Artist che vede la partecipazione straordinaria del compositore e musicista Enrico Melozzi.

In questa sperimentazione, Enrico Melozzi diventa lui stesso parte integrante dell’opera: la sua figura, la sua gestualità, la sua stessa presenza si fondono con il linguaggio visivo della luce, trasformandosi in linguaggio vivo e pulsante.

“L’arte che cresce”, questo il sottotitolo ideale del progetto, è infatti un processo dinamico, mai statico. In LUCE 3.0, l’incontro tra la visione artistica di Gennari e la sensibilità sonora di Melozzi generano un cortocircuito creativo che va oltre la somma delle parti. Il tempo, lo spazio e la luce interagiscono con la musica in un dialogo profondo, dando vita a forme artistiche ibride e in continua evoluzione.

Il risultato è un’esperienza immersiva, lo spettatore non assiste passivamente, ma viene avvolto in un mix affascinante, dove il confine tra chi crea l’arte e chi la “interpreta” si dissolve.

Ma LUCE 3.0 non è solo avanguardia e ricerca estetica. Il progetto guarda anche al sociale con una vocazione concreta: una parte della produzione sarà infatti devoluta in beneficenza a sostegno di associazioni impegnate nelle realtà più fragili. In questo modo, l’arte diventa veicolo di crescita non solo culturale, ma anche umana, trasformando la bellezza in un gesto di cura verso la comunità.

Con LUCE 3.0, Giulio Gennari Artist e Enrico Melozzi firmano un percorso che unisce la sperimentazione contemporanea all’impegno solidale, in un viaggio dove la luce non si limita a mostrare, ma scolpisce; e la musica non si limita ad accompagnare, ma rivela. - Ufficio Stampa -