L'Orchestra dell'ISA in concerto a L'Aquila ed Atri con Giuseppe Famularo

La 51a Stagione riparte nel 2026 con due appuntamenti: alle 18 presso il Ridotto del Teatro “V. Antonellini” e domenica al Teatro Comunale di Atri

2026-01-10T12:49:00+01:00 - La Redazione

L'Orchestra dell'ISA in concerto a L'Aquila ed Atri con Giuseppe Famularo

L’AQUILA - La 51a Stagione dei Concerti dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese riparte nel 2026 due concerti in programma domani, sabato 10 gennaio alle ore 18:00 a L’Aquila, presso il Ridotto del Teatro “V. Antonellini”, e domenica 11 gennaio alle ore 17:30 ad Atri, Teatro Comunale. L’Orchestra dell’ISA sarà diretta da Giuseppe Famularo, vincitore, per la sezione Direzione d’Orchestra, della XVIII edizione del Premio Nazionale delle Arti, una scelta che conferma l’impegno dell’ISA nella valorizzazione dei giovani talenti musicali.

Il programma dei due appuntamenti è dedicato alla musica italiana del Settecento epoca in cui il Bel Paese è considerato il punto di riferimento imprescindibile per tutti i musicisti europei e in cui i compositori italiani erano richiesti nelle corti e nei teatri europei per il loro riconosciuto e indiscusso prestigio. Tra questi, spicca Luigi Cherubini, attivo nella Parigi di fine ‘700, dove raggiunse una grande fama divenendo una personalità dominante del vivace ambiente musicale pre e post-rivoluzionario della capitale francese. Di Cherubini verrà eseguita la Sinfonia in re, unico lavoro prettamente sinfonico giunto fino a noi di questo autore, raramente eseguita ma di straordinaria rilevanza nel panorama sinfonico europeo di fine Settecento. Composta in un momento di piena maturità creativa, l’opera rappresenta un punto di snodo fondamentale tra il linguaggio classico e le prime tensioni romantiche, rivelando una scrittura orchestrale di notevole complessità e raffinatezza.

Sul podio Giuseppe Famularo, direttore d’orchestra tra le personalità più interessanti della nuova generazione italiana. Vincitore, nella sezione Direzione d’Orchestra, della XVIII edizione del Premio Nazionale delle Arti - – una competizione nazionale promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca rivolta agli studenti di Conservatori e Accademie al fine di valorizzare i giovani talenti nelle discipline artistiche - che si è svolta nell’autunno 2024 presso il Conservatorio di Musica “Alfredo Casella” de L’Aquila, in collaborazione con l’ISA. Famularo si è distinto per le sue qualità interpretative, la solidità della preparazione musicale e l’attenzione al repertorio sinfonico. Considerato una promessa della nuova generazione di direttori d’orchestra italiani, la sua attività lo vede impegnato in ambito concertistico con diverse formazioni orchestrali, con un repertorio che spazia dal classicismo al primo romanticismo.

Prossimo appuntamento - Visto l’impegno dell’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese nella Cerimonia di inaugurazione de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 che si svolgerà sabato 17 gennaio presso l’Auditorium della Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza a L’Aquila, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la 51a Stagione dell’ISA subirà una variazione nel programma la prossima settimana. 

Sabato 17 gennaio alle 18, presso il Ridotto del Teatro Comunale si esibirà il prestigioso flautista Tommaso Benciolini con L’Appassionata, Orchestra da Camera formata da Lorenzo Gugole, maestro concertatore e violinista, Elisa Spremulli al violino, Fausto Cigarini alla viola, Arianna Di Martino al violoncello, Matteo Zabadneh al contrabbasso e Nicola Benetti al clavicembalo. Il concerto, dal titolo Musiche di corte, di strada e di teatro - Scene e colori del Settecento europeo, propone un viaggio nell’Europa musicale del XVIII secolo attraverso la vita quotidiana, la scena teatrale e la musica di corte ed il suo virtuosismo strumentale. Con le opere di Luigi Boccherini, Georg Philipp Telemann, Antonio Vivaldi e Carl Philipp Emanuel Bach, il programma intreccia racconto, immaginazione e brillantezza tecnica, restituendo la ricchezza e la varietà del linguaggio musicale settecentesco. - Ufficio Stampa -