Leggi di civiltà, in tanti hanno risposto alla raccolta firme

Nella petizione popolare aquilana si firma per tre leggi: due nazionali e una regionale

- Walter Cori

Leggi di civiltà, in tanti hanno risposto alla raccolta firme

L'AQUILA - Tante le persone che oggi, otto marzo, giornata internazionale delle donne, nel cuore della città capoluogo d’Abruzzo, hanno firmato la petizione proposta delle Democratiche del Territorio Aquilano per ribadire un concetto chiaro: senza consenso è stupro.
Alle donne e agli uomini che hanno firmato la petizione popolare va il nostro grazie – dice Gilda Panella, portavoce delle Dem del Territorio Aquilano e componente del coordinamento nazionale delle Democratiche -. Una firma, quella apposta nella petizione voluta dalle Democratiche, affinché l’Ordinamento legislativo si renda più solido e rafforzi il principio assoluto di Democrazia. Nella petizione popolare si firma per tre leggi di civiltà, due nazionali e una regionale: per il consenso libero e attuale”, vale a dire: senza consenso è stupro, per l’educazione relazionale, affettiva, sessuale e per la cultura del rispetto.

Persone di ogni età che, oltre le lecite appartenenze, hanno voluto esprimere con chiarezza un principio di civiltà, dimostrando ancora una volta che cittadine e cittadini hanno ben chiaro quanto sia importante una legge che con nettezza, nei tribunali, tuteli le donne vittime di violenza maschile.

Hanno partecipato alla raccolta firme a L’Aquila: Stefania Pezzopane, consigliera comunale, componente la direzione nazionale PD e dell’esecutivo nazionale delle Democratiche, Nello Avellani, segretario PD unione comunale L’Aquila, Manuela Villacroce – presidente PD Unione Comunale L’Aquila e componente Conferenza Democratiche -, Maria Vittoria Isidori - Conferenza Democratiche -, Sabrina Prioli – attivista diritti umani -, Emanuele Amadio insieme alla portavoce del Territorio Aquilano, Gilda Panella.

Il nostro impegno – dice Gilda Panella - vuole far sì che, finalmente, il pdl di legge sul consenso - già approvato alla Camera, all’unanimità - sia votato anche in Senato nel suo testo originario, dove si è invece arenato per il grave e incomprensibile voltafaccia della destra che con le irricevibili modifiche apportate dalla senatrice Bongiorno stravolge il senso di una legge fondamentale per tutte le donne vittime di violenze. L’importante quantità di firme raccolte anche oggi, ci restituisce un quadro chiaro di consapevolezza: solo insieme, donne e uomini, possiamo sconfiggere la barbarie della violenza maschile contro le donne. Continueremo quindi nella nostra raccolta firme, in una campagna che grazie all’impegno di tante democratiche, di donne e uomini di buona volontà, ha trovato spazio in numerose aree del Paese. La cultura del rispetto ha bisogno dell’impegno di ogni persona che abbia a cuore la civiltà".