Legge elettorale, Azione deposita quattro emendamenti

Pavone: garanzie per i territori, spazio ai giovani e regole di accesso che non escludano nessuno

- La Redazione

Legge elettorale, Azione deposita quattro emendamenti

L'AQUILA - Il gruppo di Azione in Consiglio regionale ha depositato quattro emendamenti alla proposta di legge n. 18/2024, la riforma della legge elettorale regionale voluta dal presidente Marsilio che introduce il collegio unico su base regionale. Le proposte di modifica, a firma del capogruppo in Consiglio regionale, Enio Pavone, nascono dalla discussione del Direttivo regionale di Abruzzo in Azione, presieduto dal segretario regionale e deputato, Giulio Sottanelli, e affrontano i due principali rischi della riforma: la marginalizzazione delle aree interne e il vantaggio strutturale garantito ai grandi partiti e ai consiglieri uscenti.

Quattro i punti qualificanti:
- Riserva del 30% per gli under 35. Ogni lista dovrà comprendere almeno il trenta per cento di candidati con meno di trentacinque anni, per aprire davvero le istituzioni regionali a una nuova generazione di amministratori.
- Tutela delle aree interne. Ogni lista dovrà includere candidati residenti in ciascuna delle quattro province, in misura non inferiore a un quarto del totale: la ripartizione più equa possibile tra i territori, perché nessuna provincia potrà essere lasciata fuori dalla rappresentanza.
- No alle liste da 42 nomi. Il numero di candidati per lista resta pari a quello dei consiglieri da eleggere, come già prevede la norma attuale, invece dei 42 introdotti dalla riforma.
- Meno firme per partecipare. Dimezzamento delle sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste, a garanzia del pluralismo e della partecipazione democratica.

“Non abbiamo paura del collegio unico - dichiara Enio Pavone - ma non accetteremo che diventi lo strumento con cui i partiti più grandi decidono a tavolino chi siede in Consiglio. Così com'è scritta, la riforma penalizza le aree interne, che già pagano spopolamento e isolamento, e premia chi è già eletto. I nostri emendamenti correggono la rotta: garanzie per i territori, spazio ai giovani e regole di accesso che non escludano nessuno”.

“Azione ha una classe dirigente diffusa e radicata in tutta la regione - aggiunge - e non teme il confronto con nessuna legge elettorale. Ma una riforma che tocca le regole della democrazia regionale non può essere imposta a colpi di maggioranza: si discuta nel merito delle nostre proposte, che vanno nell'interesse dei cittadini e non dei partiti".