Legge Bongiorno. Le donne dem si mobilitano in Abruzzo

La portavoce Tomasi: “Solo sì è sì. Anche in Abruzzo da domenica la mobilitazione permanente contro la proposta a L’Aquila, Avezzano, Teramo e Pescara”

2026-02-13T14:43:00+01:00 - La Redazione

Legge Bongiorno. Le donne dem si mobilitano in Abruzzo

PESCARA - La Conferenza delle Donne Democratiche d’Abruzzo aderisce alla mobilitazione permanente promossa dai Centri antiviolenza e dalle associazioni femministe in tutta Italia contro la proposta di legge Bongiorno, che riscrive il testo sulla violenza sessuale votato all’unanimità alla Camera. “Dal 15 febbraio faremo rumore. Perché libertà e autodeterminazione non sono principi negoziabili o alienabili. Saremo presenti con le nostre elette e i nostri eletti affinché nei consigli comunali, provinciali e regionali si assumano posizioni chiare a favore di una legge che rimetta al centro il consenso. Questa è prima di tutto una battaglia culturale che deve coinvolgere donne e uomini a ogni livello”, sottolinea la portavoce Roberta Tomasi.

“Tutte siamo consapevoli, purtroppo, che quella proposta snatura l’impianto giuridico e culturale indicato dalla Convenzione di Istanbul e ignora quanto già consolidato nella giurisprudenza: il consenso è la condizione minima dell’autodeterminazione – aggiunge- . Senza consenso è stupro. Spostare l’asse su ambiguità e presunte “zone grigie” significa aumentare il rischio di impunità, alimentare stereotipi e scaricare sulle donne l’onere di dimostrare la violenza. La Conferenza delle democratiche esprime pieno sostegno ai Centri antiviolenza: la loro voce è autentica, perché racconta ogni giorno le difficoltà che le donne affrontano tra denunce, processi e percorsi di uscita dalla violenza. Con loro saremo in piazza in ogni occasione, perché il patto sul consenso non può essere tradito senza conseguenze". Solo sì è sì.  Tutto il resto è arretramento e, nel caso del testo, un cambio di paradigma pericoloso: le donne tornerebbero a essere gravate dall’onere della prova, costrette a dimostrare di aver detto no. Chi lavora ogni giorno accanto alle vittime sa quanto questo approccio possa scoraggiare le denunce e rendere ancora più difficile uscire dalla violenza. I dati parlano chiaro: circa 6 milioni e 400mila donne hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale dopo i 16 anni e 8 su 10 non denunciano, anche a causa della vittimizzazione secondaria. Un impianto normativo che complica ulteriormente il riconoscimento del consenso non farà che peggiorare la situazione – aggiunge – proprio mentre ricorrono i 30 anni dalla legge del 15 febbraio 1996 che ha finalmente riconosciuto la violenza sessuale come delitto contro la libertà personale. Tornare indietro oggi sarebbe gravissimo. Per questo, a partire dalla mobilitazione territoriale del 15 febbraio 2026, anche l’Abruzzo scenderà in piazza”.

 

Diversi luoghi della mobilitazione: L’Aquila – ore 11:30, Quattro Cantoni; Pescara – ore 11:30, Corso Umberto I (angolo Via Nicola Fabrizi); Avezzano – ore 11:30, Piazza Risorgimento; Teramo – ore 11:00, Piazza Martiri.