Le felicitazioni e le raccomandazioni a Maurizio Brucchi per il nuovo incarico
Gli scrive Mario Marchese, Sindaco emerito di Atri e componente del Comitato Difesa Ospedale San Liberatore
- Walter Cori
ATRI - Egregio dr Brucchi,
Lei lascia l’ASL di Teramo, secondo me, di certo funzionale e funzionante da un punto di vista sanitario ed organizzativo, stante anche le imposizioni determinate ai Direttori Generali (Di Giosia), dalle leggi Nazionali e dai provvedimenti Regionali, come gli ultimi avvenimenti hanno dimostrato sulle osservazioni imposte all’Atto Aziendale dell’ASL di Teramo da parte della Regione Abruzzo, conseguente il “Piano di Riordino Ospedaliero già approvato, nel 2023. Di certo, anche Il PNRR è venuto a soccorrevi per molte realizzazioni, e meno male che il nostro buon Conte, allora, seppe farsi rispettare e realizzare il maggior investimento possibile per la situazione italiana, di molto oltre il famoso Piano Marschall, già di per se, pietra miliare per far riprendere l’Italia dalle disavventure di una guerra fratricida e mondiale, a cui la politica fascista di Mussolini e di Hitler lnazista o avevano portato.
Lei è stato un ottimo dirigente della sua UOC, oggi Dipartimentale, di Senologia, ben coadiuvato peraltro dai suoi stretti e validi collaboratori, chirurghi come lei, quali il dr Di Marco e Saragani, ed altri, di cui, personalmente (famigliare) ne ho risentito i benefici e la funzionalità, e la sicurezza espressa dalla organizzazione messa in essere da Lei e, ripeto, dai suoi collaboratori. Ovviamente, sempre di più da migliorare, come si dice.
Oggi è stato nominato Direttore Sanitario ARS (Agenzia Regionale Sanitaria), e sarà a fianco dell’Assessore alla Sanità dr N. VERI’, e del Presidente ella Regione Abruzzo, dr Marsilio, sui numeri da far quadrare, in un momento così difficile.
Le auguro un sincero buon lavoro, ovviamente chiedendole sempre, di non dimenticare l’ASL n° di Teramo, ed il S. Liberatore di Atri di converso, stante che fu di primaria importanza nella gestione della Pandemia da Covid 19 per ben due anni chiuso, a salvaguardia degli Ospedali dell’ASL di Teramo, e direi anche dell’ASL di Pescara. Le ricordo che fu l’unico Ospedale ad essere chiuso per questo obbiettivo, ed oggi, da quel ruolo decisionale potrà fare e dire molte cose, oltre a ristabilire gli equilibri politici imposti dal suo ruolo, ma lo deve fare comunque, direi, in primis, “riequilibrare i finanziamenti dovuti all’ASL di Teramo rispetto al n° di abitanti della nostra provincia”.
Mai realizzata in passato, è stata la cenerentola in questi dati e finanziamenti dovuti. La quota parte, gli spetta, così come avviene per le altre 3 ASL Regionali: Pescara,Chieti, L’Aquila.
L’autonoma gestione delle stesse, o di quella di Teramo, andrà poi delegata la responsabilità di ripartire quote e competenze nei vari Presidi Ospedalieri, DD.SS.SS. etc. al Direttore Generale. E ciò riguarderà anche, compreso il nostro Presidio Ospedaliero S Liberatore di Atri, in cui ho lavorato per 40 anni da TSRM, in Radiologia, Radioterapia,TAC, Medicina Nucleare.
Sono certo che farà così, e nel frattempo, non le posso solo dare un “Augurio sincerp di buon lavoro”, nella certezza che ne avrà bisogno per il suo nuovo impegnativo incarico. Cordialmente - Mario Marchese (Sindaco emerito della Città di Atri), Comitato Difesa Ospedale Atri dal 2006 -