Le divisioni del centro destra rosetano

Forza Italia, Lega e UDC prendono posizione contro Umberto Valentini di FdI: "Non vogliamo rompere il centrodestra ma..."

- Walter Cori

Le divisioni del centro destra rosetano

ROSETO DEGLI ABRUZZI - Abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni del Coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Umberto Valentini, e riteniamo doveroso ristabilire la verità dei fatti, poiché le ricostruzioni riportate non corrispondono né a quanto realmente avvenuto nel corso delle numerose riunioni del tavolo del centrodestra né alle posizioni espresse da Forza Italia, Lega e UDC. Nessuno dei nostri partiti ha mai sostenuto di essere stato escluso dal tavolo. Al contrario, dopo l'ultima riunione del 9 luglio abbiamo scelto responsabilmente di non alimentare polemiche attraverso la stampa, convinti che le questioni politiche dovessero essere affrontate all'interno della coalizione e non sui giornali. La realtà è molto diversa da quella raccontata.

Per oltre due anni il tavolo del centrodestra ha lavorato con spirito unitario. In quel percorso tutte le forze politiche avevano trovato una sostanziale convergenza sulla candidatura a Sindaco di Francesco Di Giuseppe, espressione di Fratelli d'Italia, candidatura condivisa e accettata dall'intera coalizione. Era stato altresì chiaramente concordato che, qualora quella candidatura fosse venuta meno, il tavolo sarebbe stato immediatamente riconvocato per consentire a tutti i partiti di avanzare nuove proposte e individuare insieme la soluzione migliore. Francesco Di Giuseppe ha compiuto un passo indietro. Da quel momento, però, il tavolo non è stato più riconvocato.

Forza Italia, Lega e UDC hanno atteso con senso di responsabilità il rispetto del percorso concordato. Attesa rimasta senza risposta. Non si comprende, quindi, cosa abbia determinato quel repentino cambio di direzione che ha portato, senza alcun ulteriore confronto collegiale, verso una candidatura completamente diversa, quella di un'esponente di un movimento civico priva di esperienza amministrativa e politica. Una decisione che, per come si è sviluppata, ha dato la sensazione di un percorso già definito da tempo, maturato al di fuori del tavolo del centrodestra e semplicemente comunicato agli alleati. È proprio in questo momento che ciascun partito aveva il diritto, ma soprattutto il dovere politico, di proporre eventuali candidature alternative. Non per spirito di contrapposizione, ma perché venuta meno la candidatura condivisa era necessario riaprire il confronto, come era stato concordato.

Respingiamo quindi con fermezza il tentativo di rappresentare Forza Italia e Lega come forze interessate esclusivamente al cosiddetto "toto sindaco". È vero esattamente il contrario. L'UDC, ha sempre sostenuto che il vero errore consiste proprio nel discutere soltanto di nomi. I cittadini di Roseto non chiedono chi sarà il candidato Sindaco. Chiedono quale città vogliamo costruire nei prossimi dieci anni. Quale idea di sviluppo economico. Quale modello di turismo. Quali politiche per commercio, imprese, giovani, famiglie, sicurezza, infrastrutture e qualità della vita.

Prima il progettom poi la persona migliore chiamata a rappresentarlo. È questo il metodo che riteniamo serio, corretto e rispettoso degli elettori. Peraltro, trattandosi della seconda città della provincia di Teramo, una decisione tanto importante non poteva e non può essere assunta senza il coinvolgimento pieno dei livelli provinciali e regionali della coalizione. Non è un caso che, proprio nei giorni scorsi, la Coordinatrice provinciale di Fratelli d'Italia, Marilena Rossi, abbia richiamato tutti alla necessità di un centrodestra "unito e inclusivo", fondato sul confronto, sulla condivisione e sulla ricerca di una candidatura comune. Ed era proprio a suo coordinatore provinciale che Valentini avrebbe dovuto rispondere, non ad altri. Parole quelle della Rossi che condividiamo pienamente. Ed è proprio questo che rende ancora più difficile comprendere le dichiarazioni del Coordinatore cittadino. Anzi, il percorso che Valentini sembra voler portare avanti rischia di porre in evidente difficoltà perfino il coordinamento provinciale del suo tesso partito, creando una evidente divergenza tra la linea inclusiva e unitaria espressa dagli organismi provinciali e quella che, invece, emerge dalle sue recenti dichiarazioni.

Noi non abbiamo mai cambiato linea. Non abbiamo mai chiesto di imporre un nostro candidato. Non abbiamo mai messo in discussione Fratelli d'Italia. Abbiamo semplicemente chiesto il rispetto degli accordi: riconvocare il tavolo, consentire a tutti di esprimere le proprie proposte e ricercare insieme una sintesi. Del resto, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato più volte come "30 più 4 non fa sempre 34", sottolineando che il valore dell'unità politica del centrodestrasupera la semplice somma aritmetica delle singole forze e del loro ipotetico potenziale elettorale. È esattamente questo il principio che continua a guidare Forza Italia, Lega e UDC.

Noi non vogliamo rompere il centrodestra. Vogliamo preservarlo. Siamo ancora disponibili a sederci attorno a quel tavolo e a discutere serenamente, rinviando ogni decisione definitiva a dopo l'estate, affinché possa maturare una scelta realmente condivisa nell'interesse della coalizione e della città.

Chi coordina un tavolo politico ha il dovere di convocarlo, soprattutto nei momenti più delicati. Se ciò non avviene, non è possibile attribuire agli altri la responsabilità di una frattura che nasce, innanzitutto, dalla mancata riapertura del confronto. Forza Italia, Lega e UDC rimangono coerentemente nel centrodestra, fedeli alla propria storia e ai propri valori. Perché il centrodestra è nato per unire culture politiche diverse attorno ad un progetto comune. La sua forza è sempre stata la sintesi. Mai la prevaricazione.

L'auspicio è che prevalga il senso di responsabilità di tutti, affinché si torni rapidamente al confronto politico e si costruisca una proposta capace di unire, non di dividere. Perché chi aspira a governare insieme deve, prima di tutto, dimostrare di saper decidere insieme - Forza Italia, Lega, UDC -