Lavoro, Pd: esplode il lavoro povero e crolla la mobilità sociale
Marinelli e Pecorale: “La propaganda "della Giunta Marsilio si scontra con la realtà
- La Redazione
PESCARA - “Nel giro di pochi giorni è andato in scena il balletto delle contraddizioni. Da un lato l’inaugurazione dei Centri per l’Impiego rinnovati, dall'altro l’impietoso dossier della Uil Abruzzo sul lavoro povero e la protesta dei Vigili del Fuoco del Comando di Chieti. Sono gli esempi plastici del fallimento della Giunta Marsilio e di una macchina della propaganda che si limita ad analizzare i dati quantitativi sull’occupazione senza mai entrarne nel merito. Perché la verità di quei dati sta nella quotidianità delle famiglie: nella paura di ogni abruzzese che apre la bolletta di luce e gas sapendo che dovrà sacrificare o rinviare un acquisto, e nel dolore di tanti genitori costretti a vedere i propri figli emigrare per trovare opportunità dignitose”. Così il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli con la responsabile Lavoro della segreteria Monia Pecorale.
“Alla Regione di Marsilio manca una visione strategica e l'uso costante di una politica del 'mordi e fuggi', fatta di leggi tampone per inseguire i singoli fatti di cronaca anziché pianificare il futuro del territorio – sottolineano -. L’analisi della Uil Abruzzo fotografa una situazione grave, destinata drammaticamente a peggiorare: le donne che oggi subiscono il divario salariale di genere (gender gap) e i giovani intrappolati a tempo indeterminato nella precarietà rischiano di diventare i pensionati poveri di domani. Nel frattempo, l'età media di uscita dal mercato del lavoro continua a salire, passando dai 61,7 anni del 2012 ai 64,7 anni registrati nel 2025. A questo quadro si aggiunge un ulteriore elemento di allarme: il calo della mobilità sociale, un fenomeno in flessione da decenni, come rileva anche l’Istat nel rapporto di maggio 2026, che dimostra quanto il successo economico di un individuo dipenda ancora troppo dalla famiglia di origine, dal genere o dal luogo di nascita. Si tratta di un trend che amplifica le disuguaglianze tra Nord e Sud, tra adulti e giovani, tra uomini e donne, e tra fasce ricche e povere della popolazione. Di fronte a queste premesse, con quali risorse le famiglie abruzzesi dovrebbero essere incentivate a investire nella formazione dei figli? E con quali prospettive i giovani dovrebbero impegnarsi nello studio e nel lavoro? È un corto circuito sociale ed economico estremamente pericoloso. Su tutti questi temi l’Abruzzo è inerte, incapace di fare e di sostenere la proposta di cui il PD attraverso il gruppo consiliare è stato più volte artefice, un immobilismo diffuso e l'assenza di una reale visione politica per l'Abruzzo da parte della maggioranza di destra, che sembra mettere come priorità dell'agenda regionale unicamente la modifica della legge elettorale. Questa è la storia, anche se la comunità ne vive un’altra”.