Laura Angeloni (Futuro In): "Che fine hanno fatto i consigli comunali?"

E la gestione amministrativa delle Commissioni consiliari? La situazione è grave

- La Redazione

Laura Angeloni (Futuro In): "Che fine hanno fatto i consigli comunali?"

TERAMO - E’ dallo scorso febbraio che non si celebra un Consiglio comunale. Di fatto, ad eccezione di una Question Time, nel mese corrente l’assise consiliare non si è mai riunita. La situazione è grave, anche perché ormai da tempo le sedute sono sempre più rare e iI Consiglio viene convocato solo in prossimità di scadenze quali quelle finanziarie, senza peraltro una programmazione regolare e sistematica. Allo stesso modo la gestione amministrativa delle Commissioni consiliari, anch’esse convocate in maniera molto ridotta rispetto a quella che dovrebbe essere le mole di lavoro di un capoluogo, si caratterizza generalmente per la leggerezza e la mancanza di rigore che sfocia spesso in orrori istituzionali. Assistiamo infatti ripetutamente a Commissioni che si accavallano perché convocate nello stesso giorno e allo stesso orario, a date sbagliate che costringono a continue rimodulazioni che generano naturalmente confusione e disordine e rallentamenti dell’attività amministrativa. Mentre in altri Comuni limitrofi i Consigli comunali e le Commissioni si riuniscono con cadenza settimanale, consentendo di mantenere un dialogo costante sulle questioni locali e garantendo la presenza attiva di tutti i rappresentanti eletti, a Teramo si sta verificando una “pausa forzata” delle attività democratiche. Cosa sta succedendo? il presidente del Consiglio è assente, oppure la rarità delle sedute di Consiglio fa pensare che si preferisca decidere tutto prima del voto e altrove, riducendo il ruolo del Consiglio a una mera ratifica? D’altra parte, il modo autonomo e discrezionale con cui il Sindaco ha amministrato il Comune, escludendo sistematicamente confronto e condivisione, sta producendo effetti nefasti e prevedibili sin dalla scelta del primo rimpasto. Il Sindaco è chiamato a risolvere una crisi che il suo modo di amministrare, improntato a una gestione da uomo solo al comando, ha contribuito a creare. E non si possono più tollerare le grottesche giustificazioni di una maggioranza sempre più patetica, che parla di coesione e responsabilità e poi in sala consiliare, spaccata al suo interno, pensa solo a spartirsi le poltrone in vista dell’ennesimo rimpasto e non è capace di trovare una sintesi. Continuare a evitare il confronto e a procedere in modo unilaterale non farà che aggravare ulteriormente la situazione. Appare sempre più evidente come l’attenzione sia concentrata sul futuro politico della “persona Gianguido D’Alberto”, che sul bene comune, sulle reali esigenze e soprattutto sulle grandi questioni irrisolte della città di Teramo. L’immagine che traspare è quella di una candela che si sta lentamente spegnando, in attesa di destini personali, con una lontananza siderale dai bisogni della città. Ritengo essenziale ripristinare almeno le funzioni democratiche del Consiglio comunale per affrontare i problemi di Teramo e permettere alle diverse rappresentanze politiche di dare il prprio contributo. Auspico dunque che si possa ristabilire un calendario regolare e nutrito delle sedute consiliari, garantendo la necessaria partecipazione democratica alla vita pubblica della città - Cons.ra Laura Angeloni -