L’Aquila, Uil Abruzzo lancia gli Stati generali delle aree interne
Il segretario Michele Lombardo: “Necessario dialogo tra istituzioni e parti sociali per colmare il divario tra zone interne e costiere”
2026-02-20T13:16:00+01:00 - La Redazione
L'AQUILA – Si è svolta oggi all’Aquila l’ultima tappa delle prime assemblee congressuali territoriali della Uil. Nell’Auditorium della sede aquilana del sindacato sono stati eletti i 31 delegati provinciali che a maggio parteciperanno al XII Congresso regionale. L’assemblea è stato un importante momento di confronto sulla storia recente del territorio: dalla ricostruzione ancora in corso alle trasformazioni economiche fino alle fragilità industriali, alle difficoltà demografiche e alle nuove sfide legate all’innovazione tecnologica. “È in questo contesto che la Uil – ha spiegato il coordinatore territoriale Luigi Di Donato - è chiamata ad assumere un ruolo ancora più forte: non solo difendere, ma proporre; non solo tutelare, ma costruire prospettive; non solo reagire ai problemi, ma guidare il cambiamento”.
Hanno partecipato all’incontro di oggi il segretario Michele Lombardo, il coordinatore UP Uil L’Aquila Luigi Di Donato, il segretario provinciale Cgil L’Aquila Francesco Marrelli e il responsabile territoriale Cisl L’Aquila Giampaolo Biondi.
Uno dei temi principali del dibattito è stato il processo di ricostruzione post sisma che, secondo il sindacato confederale, ha subito un’accelerazione negli ultimi anni ma restano ancora penalizzati gli edifici pubblici, con interventi che procedono con più lentezza, spesso aggravati dall’aumento dei costi dei materiali. In questa incertezza si inserisce però un traguardo importante per il territorio: la designazione dell’Aquila a Capitale italiana della cultura 2026. “È un’opportunità concreta di rilancio economico, turistico e occupazionale – ha ribadito Di Donato -. La cultura può diventare un volano di sviluppo, capace di generare lavoro nei settori dello spettacolo, dell’accoglienza, dei servizi, dell’artigianato e dell’industria creativa. Ma anche in questo caso serve responsabilità. La capitale della cultura non deve essere un evento temporaneo, bensì l’inizio di una strategia strutturale. Le risorse devono essere gestite con trasparenza, il lavoro deve essere regolare e qualificato, le professionalità locali devono essere valorizzate. L’intero territorio provinciale, comprese le aree interne, deve sentirsi parte di questo progetto”.
È sulle aree interne che, secondo la Uil, si gioca una delle sfide più delicate. Spopolamento, invecchiamento della popolazione, carenza di servizi accentuano sempre di più le disuguaglianze territoriali. Dall’Aquila, provincia che più soffre queste condizioni, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo ha lanciato l’idea degli Stati generali delle aree interne, ovvero “una grande discussione che possa portare tutti gli attori del territorio, dalle istituzioni alle parti sociali, a mettere in pratica un’azione positiva e propositiva per avviare un processo virtuoso nelle zone più disagiate – ha spiegato Lombardo - Dobbiamo far in modo che il disequilibrio causato dalla dicotomia tra aree interne e aree costiere possa essere colmato, all’Aquila così come in tutte le altre province abruzzesi”.
“Senza sanità di prossimità, trasporti efficienti, scuole e connessioni digitali adeguate, intere comunità rischiano di indebolirsi ulteriormente – ha aggiunto il coordinatore Luigi Di Donato -Investire nelle aree interne significa difendere il diritto a vivere e lavorare nei propri luoghi. Significa sostenere piccole imprese, agricoltura di qualità, turismo sostenibile e nuove forme di economia legate alla transizione ecologica e digitale. La coesione territoriale non è un principio astratto: è una condizione per la giustizia sociale”.
Per di più la fragilità del sistema produttivo provinciale ha generato un ricorso crescente alla cassa integrazione, un segnale di difficoltà che, secondo la Uil, non può essere ignorato. “Servono politiche industriali territoriali, investimenti mirati e piani di rilancio concreti – ha concluso Di Donato - Le transizioni, compresa quella legata all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e dell’innovazione tecnologica nei processi produttivi, devono essere accompagnate, non subite. Difendere l’occupazione significa anche costruire nuove prospettive produttive e sostenere l’innovazione senza scaricare i costi sui lavoratori. Il mercato del lavoro provinciale, in aggiunta, continua a presentare disuguaglianze significative. L’occupazione femminile resta più fragile rispetto a quella maschile, con maggiore esposizione a precarietà e part-time involontario. Anche i giovani incontrano difficoltà nell’inserimento stabile nel mondo del lavoro, alimentando un’emigrazione che impoverisce il territorio. La Uil deve rafforzare il proprio impegno su questi fronti. Parità salariale, conciliazione tra vita e lavoro, sostegno ai contratti stabili, formazione continua devono essere obiettivi concreti e verificabili. Il sindacato deve tornare a essere punto di riferimento per le nuove generazioni, offrendo tutela ma anche prospettiva”.