L’Aquila Città Territorio, al Teatro San Filippo l’evento conclusivo

Si apre la fase di preparazione delle call per le 61 amministrazioni locali e gli oltre 40 operatori culturali coinvolti

- La Redazione

L’Aquila Città Territorio, al Teatro San Filippo l’evento conclusivo

L’AQUILA - Si è concluso a L’Aquila il percorso di workshop territoriali del format “MAPS – Memorie, Arti, Paesaggi, Segni”, il processo di co-design partecipativo inserito all’interno del progetto “L’Aquila Città Territorio”, promosso dal Comune dell’Aquila e coordinato dall’USRC – Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere, finalizzato all’apertura di un call destinata agli stessi Comuni per la realizzazione di opere d’arte nei loro territori.

L’incontro finale ha rappresentato il momento di restituzione pubblica del lavoro sviluppato nelle scorse settimane attraverso tavoli operativi, attività di ascolto e confronto che hanno coinvolto 61 amministrazioni locali, oltre 40 operatori culturali, associazioni e comunità territoriali del cratere sismico aquilano.

Il primo momento dell’incontro è stato dedicato al racconto dei risultati emersi durante i workshop territoriali coordinati da Medaarch. A seguire, spazio al confronto istituzionale sulle prospettive future del progetto e sulle prossime fasi operative che accompagneranno i territori verso la realizzazione degli interventi artistici diffusi.
Nel corso dell’ultimo mese, sono state realizzate quattro sessioni operative tra Cugnoli, Colledara, Montereale e San Demetrio ne’ Vestini, articolate in 16 tavoli di lavoro, fino all’incontro conclusivo di oggi al teatro San Filippo de L’Aquila.

Il lavoro si è sviluppato attraverso diverse fasi: dall’emersione delle memorie e delle figure simboliche dei territori all’individuazione dei segni fisici e patrimoniali, fino alla raccolta di fragilità, desideri e visioni future delle comunità. Da qui è nata una narrazione condivisa capace di accompagnare ogni Comune nell’identificazione del proprio “punto di intensità”, ovvero il luogo simbolico destinato a ospitare le future opere diffuse di arte contemporanea.
Il patrimonio raccolto durante i workshop (mappe annotate, narrazioni, parole chiave e coordinate identitarie) ha restituito una geografia emotiva e culturale dei territori del cratere, destinata a diventare la base progettuale per i prossimi passaggi operativi. I materiali elaborati orienteranno infatti la futura call rivolta ai Comuni e il lavoro degli artisti che saranno chiamati a progettare interventi capaci di dialogare con la storia, l’identità e il tessuto emotivo dei territori.

L’obiettivo del programma non è soltanto la realizzazione di opere artistiche diffuse, ma la costruzione di una costellazione di segni permanenti e riconoscibili, capace di rafforzare il senso di appartenenza delle comunità e generare nuove connessioni culturali tra città e aree interne.

“Un percorso che ha saputo mettere concretamente al centro le comunità, i sindaci, le associazioni, gli operatori culturali e i cittadini delle aree interne. La grande partecipazione registrata in tutti gli incontri territoriali dimostra quanto sia forte il desiderio dei nostri Comuni di essere protagonisti di una nuova stagione di sviluppo fondata sull’unione, sulla vera città-territorio e sulla valorizzazione delle identità locali. Le aree interne sono luoghi ricchi di memoria, energie, competenze e patrimonio umano. Attraverso questo lavoro collettivo abbiamo costruito un modello vero a cui tutti potranno ispirarsi. È questo il senso più profondo dell’anno di Capitale italiana della Cultura: lasciare una rete stabile di relazioni, progetti e opportunità che continui a produrre valore ben oltre il 2026”, dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

“Vedere amministrazioni, comunità, operatori culturali e territori confrontarsi attorno ad una visione comune è stato uno degli aspetti più significativi di questo percorso - ha dichiarato Gianni Anastasio, coordinatore dei Sindaci del Cratere - MAPS ha dimostrato quanto i Comuni del cratere abbiano oggi la volontà di fare rete, condividere idee, esperienze e prospettive, superando i confini dei singoli territori per costruire insieme una nuova narrazione collettiva. Il clima di collaborazione e partecipazione che si è creato durante tutti gli incontri rappresenta un risultato importante, perché conferma la crescita di una comunità territoriale sempre più pronta a lavorare insieme sul futuro culturale e sociale del territorio”.

“Con la conclusione del percorso MAPS si chiude una fase molto importante di ascolto, confronto e costruzione condivisa che ha coinvolto amministrazioni, operatori culturali, artisti e comunità locali di tutto il territorio del cratere - ha dichiarato Raffaello Fico, titolare USRC -. In questi mesi abbiamo costruito qualcosa che va oltre un semplice progetto culturale: abbiamo avviato un processo collettivo capace di mettere al centro memorie, paesaggi, identità, arte e relazioni, restituendo una nuova consapevolezza del valore dei nostri territori. MAPS ha dimostrato quanto sia forte la volontà delle comunità di partecipare attivamente alla costruzione di una visione comune del futuro delle aree interne, utilizzando l’arte e la cultura come strumenti di connessione, racconto e rigenerazione territoriale. Ora si apre una nuova fase operativa che porterà alla pubblicazione degli avvisi pubblici e alla trasformazione delle idee raccolte in interventi concreti di arte pubblica, narrazione territoriale diffusa e valorizzazione artistica dei luoghi. L’obiettivo non è realizzare semplicemente opere artistiche, ma lasciare segni permanenti e riconoscibili capaci di rafforzare l’identità dei territori, generare nuove connessioni culturali e artistiche e costruire un patrimonio diffuso condiviso. È importante sottolineare che questo percorso non si esaurisce con il 2026. Il lavoro avviato non ha un limite temporale definito, ma rappresenta l’inizio di una visione di lungo periodo fondata sulla collaborazione tra territori, sulla partecipazione delle comunità, sull’arte pubblica e sulla cultura come leve di sviluppo sociale, culturale e territoriale”.