L’Aquila, centrodestra senza numero legale: bilancio consolidato non approvato
Passa l’ordine del giorno di Massimo Scimia sulla riqualificazione degli spazi pubblici nelle frazioni
- La Redazione
L'AQUILA - Mentre il sindaco Pierluigi Biondi vola in America e si cimenta nella celebre corsa sulle scale di Filadelfia, richiamando la scena simbolo di Rocky Balboa, la sua maggioranza finisce al tappeto in Consiglio comunale. Ieri il Teatro San Filippo gremito, con persone dentro e fuori la sala, per discutere di programmi e idee per il futuro dell’Aquila. Oggi il centrodestra non riesce a garantire il numero legale per approvare il bilancio consolidato 2025 e si divide sugli atti dell’opposizione. Due immagini che raccontano la distanza tra una città che vuole guardare avanti e una maggioranza ripiegata sulle proprie contraddizioni.
Siamo al clima da basso impero, nel quale ciascuno sembra preoccuparsi soprattutto della propria sopravvivenza politica, anziché del futuro della città. Ambizioni personali e calcoli di parte hanno preso il posto della responsabilità istituzionale. Mentre ieri al San Filippo si discuteva di idee e prospettive, oggi il centrodestra ha dato prova della propria fragilità politica, senza riuscire a tenere insieme la coalizione neppure durante i lavori dell’assemblea cittadina.
La giornata in Consiglio si è articolata in due sedute, entrambe indicative dello stato della maggioranza. Nella prima, il Consiglio non è riuscito ad approvare il bilancio consolidato 2025 per mancanza del numero legale. Alla ripresa dei lavori, nella seconda seduta dedicata agli ordini del giorno rimasti da discutere, l’assenza di diversi esponenti del centrodestra ha reso evidente la difficoltà di tenere insieme la coalizione. Consiglieri e assessori rimasti in aula si sono affannati a telefonare ai colleghi assenti per convincerli a rientrare, ma senza riuscire a ricompattare la maggioranza.
Il passaggio più significativo ha riguardato l’ordine del giorno del consigliere Massimo Scimia sulla programmazione della riqualificazione degli spazi pubblici delle frazioni in relazione all’avanzamento della ricostruzione post-sisma. L’atto è stato approvato con dieci voti favorevoli del centrosinistra e sette contrari dei consiglieri di maggioranza rimasti in aula, mentre altri esponenti del centrodestra avevano abbandonato la seduta. Non si tratta di una proposta generica, ma di un atto che impegna il sindaco e l’assessore competente ad avviare un percorso concreto: effettuare una ricognizione complessiva delle condizioni degli spazi pubblici delle frazioni, dalla viabilità alle pavimentazioni, dai marciapiedi ai sottoservizi, fino all’accessibilità, al verde, all’illuminazione e all’arredo urbano; individuare le priorità sulla base dello stato di avanzamento della ricostruzione; coordinare gli interventi sugli spazi pubblici con quelli sugli edifici e sulle reti dei sottoservizi, evitando successive manomissioni delle opere realizzate; coinvolgere le comunità locali nella definizione delle priorità.
L’obiettivo è chiaro: non aspettare che la ricostruzione privata sia completata per occuparsi delle strade, delle piazze e degli spazi di aggregazione, ma programmare per tempo la restituzione della qualità urbana e della vivibilità alle frazioni che stanno progressivamente tornando a vivere. Una visione che mette al centro non soltanto gli edifici ricostruiti, ma anche i luoghi in cui le comunità si incontrano e costruiscono il proprio futuro.
È una battaglia che portiamo avanti da tempo e che abbiamo richiamato con forza anche ieri al Teatro San Filippo, nel confronto partecipato sul futuro della città. Le frazioni, la qualità della vita, il recupero degli spazi pubblici e il contrasto allo spopolamento sono temi centrali per il centrosinistra e per il progetto di città che vogliamo costruire. Per questo l’approvazione dell’ordine del giorno rappresenta una doppia vittoria: nel metodo, perché la maggioranza si è sfaldata in aula, incapace di fare fronte comune; nel merito, perché è passata una proposta che affronta una questione concreta e decisiva per il futuro dell’intero territorio comunale.
La fragilità della maggioranza ha avuto conseguenze anche sugli altri temi all’ordine del giorno. Sono rimasti senza discussione l’atto sul potenziamento delle politiche comunali per la terza età e per le persone con Alzheimer; quello sulle misure urgenti per superare le criticità legate ai decreti congiunti USRA-USRC n. 6 e 7 del 2026 e garantire il completamento della ricostruzione post-sisma 2009; la proposta per la messa in sicurezza e l’adeguamento di via della Madonnella e per migliorare l’accessibilità nell’area della scuola Ispettori della Guardia di Finanza e del Progetto Case di Coppito; infine, la mozione sulla mappatura delle aree idonee agli interventi di depavimentazione e al ripristino di aree verdi ad elevata permeabilità. Questioni che riguardano la ricostruzione ed i decreti USRA e USRC (Pezzopane), i servizi alle persone più fragili (Romano), la sicurezza e la qualità urbana (Rotellini) rimaste sullo sfondo mentre il centrodestra era alle prese con le proprie divisioni.
Il contrasto è evidente: ieri una sala gremita per confrontarsi sul futuro dell’Aquila, oggi una maggioranza che non riesce a governare neppure le proprie divisioni. La città ha bisogno di una classe dirigente che si occupi dei problemi reali, non di una coalizione in cui ciascuno sembra impegnato a salvare sé stesso. Noi continueremo a presentare proposte e a lavorare per le frazioni, la ricostruzione e il futuro della comunità. Il sindaco può anche correre sulle scale di Rocky, ma in Consiglio comunale la sua maggioranza è finita al tappeto. L’Aquila merita molto di più di questo spettacolo. - Le consigliere e i consiglieri del centrosinistra uniti -