L’Aquila Capitale della Cultura 2026, la cerimonia ufficiale alla presenza di Mattarella

Marsilio: “Un atto di fiducia verso una comunità che ha saputo rinascere”

– La Redazione

L’Aquila Capitale della Cultura 2026, la cerimonia ufficiale alla presenza di Mattarella

L'AQUILA – E’ iniziato ufficialmente l’anno della Cultura, con L’Aquila Capitale 2026. L’inaugurazione si è tenuta questa mattina nell’Auditorium della Guardia di Finanza dell’Aquila, luogo di accoglienza all’indomani del sisma del 2009, simbolo di rinascita sociale e culturale 17 anni dopo. Sono intervenuti il capo dello Stato Sergio Mattarella, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Ospiti istituzionali, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, una folta rappresentanza dei consiglieri regionali, rappresentanti del mondo politico, culturale e intellettuale con la partecipazione di numerosi sindaci, autentica forza e struttura portante della candidatura e della designazione dell’Aquila Capitale della Cultura 2026. La cerimonia è stata curata dal maestro Leonardo De Amicis, con la conduzione di Francesca Fagnani e Paride Vitale.

Saranno oltre 300 gli eventi che porteranno la città territorio, ad allargare e consolidare i propri confini nel cuore degli Appennini, delle aree interne e dei borghi autentici dell’intero Abruzzo.

Giorgio Pasotti, Pietrangelo Buttafuoco e Simone Cristicchi hanno raccontato le origini della città, la nascita e la rinascita, la miriade di capitali e i grandi personaggi a cui l’Abruzzo ha dato i natali da Ignazio Silone a Benedetto Croce, Ennio Flaiano e Gabriele d’Annunzio, passando per l’età classica di Ovidio fino alla contemporaneità di Dacia Maraini con le note di Ennio Morricone molto legato alla città. Le voci di Gianluca Ginoble e Amara, la transumanza e l’emigrazione, con il caldo abbraccio delle corali, dei giovani del Conservatorio “A. Casella”, dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese e dei Solisti Aquilani hanno accompagnato la cerimonia di apertura.

Un omaggio speciale è stato portato dal capo dello Stato a Celestino V, “il papa Santo che ha fatto dell’Aquila, la capitale del Perdono” alla libertà di Ignazio Silone, al bisogno di pace, di riconciliazione e di speranza con una citazione di Ovidio e dell’età classica per portare un augurio speciale al 2026, come motore di rinascita culturale ed economica, in particolar modo delle aree interne, “le distinzioni tra i centri storici e le periferie svaniscono - ha detto il presidente della Repubblica – ciò che resta periferico è lo squilibrio e la marginalità, la nostra responsabilità è seminare e lasciare traccia”.

"L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 non è soltanto un riconoscimento prestigioso, ma un atto di fiducia verso una comunità che, con coraggio, dignità e coesione, ha saputo rialzarsi e farsi esempio per l’intero Paese". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, intervenendo oggi alla cerimonia di apertura ufficiale de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Nel suo intervento, Marsilio ha sottolineato il forte valore simbolico e civile dell’evento, ricordando come il titolo "onori la memoria e, allo stesso tempo, consacri il futuro" di una città e di un territorio duramente colpiti dal sisma del 2009. "Dietro le macerie – ha affermato – c’era una comunità che non si sarebbe mai arresa. In questi anni L’Aquila ha ricostruito edifici, chiese, teatri, ma soprattutto ha ricostruito la fiducia nelle istituzioni e nel futuro".

Il presidente ha evidenziato come la nomina a Capitale italiana della Cultura assuma un significato che va oltre i confini regionali, rappresentando "la capacità dell’Italia di rialzarsi, di custodire il proprio patrimonio e al tempo stesso di innovarlo, facendo della cultura un motore di coesione sociale e di sviluppo".

Marsilio ha inoltre richiamato l’attenzione sul ruolo delle aree interne e dei territori dell’Appennino, sottolineando la necessità di puntare sulla cultura come leva di rigenerazione e valorizzazione del capitale umano. "Non assistenza, ma visione; non isolamento, ma integrazione", ha ribadito, indicando l’Abruzzo come laboratorio di equilibrio tra modernità e tradizione, crescita economica e tutela del paesaggio.

Nel corso del suo intervento, il presidente della Regione ha ringraziato il Presidente della Repubblica per la sua presenza, il Ministro della Cultura per il sostegno al progetto, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e tutte le istituzioni che hanno contribuito al raggiungimento di questo traguardo, rivolgendo un ringraziamento speciale ai cittadini "che con forza e dedizione hanno ridato vita a una città ferita, ma mai vinta".

"Che questo anno da Capitale italiana della Cultura – ha concluso Marsilio – rappresenti per L’Aquila e per l’Abruzzo una nuova stagione di rinascita, di unità e di orgoglio nazionale".

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La dichiarazione del presidente della Regione Marco Marsilio al margine della cerimonia: “Il prestigioso riconoscimento di Capitale italiana della Cultura 2026 non è arrivato per caso, perché L’Aquila ha scelto consapevolmente e in maniera lungimirante di investire sulla cultura, sulla ricerca scientifica e sull’innovazione tecnologica per ricostruire il proprio futuro e darsi una prospettiva”.

È quello che è accaduto con il tecnopolo, con il Gran Sasso Science Institute, con il rilancio dei laboratori di fisica nucleare, con il comparto dell'industria farmaceutica che è una delle più avanzate del campo dell'innovazione tecnologica, con la difesa del suo Ateneo, che mai ha chiuso le sue porte, e delle scuole che sono state rimesse in condizione di poter riaprire l'anno scolastico già pochi mesi dopo il sisma.

Ecco, questo grande investimento sulla cultura è oggi ripagato e ci consente di mostrare all'Italia e al mondo questo grande percorso. Speriamo di esserne all'altezza, sicuramente faremo del nostro meglio per mostrare il nostro volto migliore".

"Si tratta di un grande successo per tutto l'Abruzzo – ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangeloe siamo appena all’inizio di un cammino che vedrà oltre 300 eventi ad animare il territorio dell'Aquila e non solo. Perché l'Aquila sarà la capitale di mille campanili e di tutta la Regione e, anche in virtù del rapporto e del gioco di squadra portato avanti con la città di Rieti, possiamo parlare a pieno titolo di capitale degli appennini”.