L'Aquila, Azione Universitaria: "Dalla sinistra caccia alle streghe"

"Basta tribunali ideologici nelle aule" si legge nella nota

- La Redazione

L'Aquila, Azione Universitaria: "Dalla sinistra caccia alle streghe"

L'AQUILA - “Assistiamo all’ennesimo, intollerabile atto di gogna mediatica e sciacallaggio politico perpetrato dalla sinistra ai danni del mondo accademico. Questa volta il bersaglio è un docente del corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila, finito al centro di un attacco del tutto ingiustificato soltanto per aver parlato, durante una lezione di Emergenze Medico-Chirurgiche, del sistema di gestione delle maxi-emergenze in Israele — riconosciuto a livello internazionale come standard di riferimento della medicina d'urgenza — e della propria esperienza professionale sul campo”.

A dichiararlo in una nota è Irene Di Pardo, presidente di Azione Universitaria L’Aquila.

“Riteniamo surreale che la professionalità, la competenza e la storia accademica di un docente vengano messe all'indice per meri calcoli di parte e ossessioni ideologiche. Chi attacca un professore perché trasmette agli studenti competenze cliniche ed esperienziali attenta in modo grave alla libertà d'insegnamento e alla qualità della formazione universitaria. Siamo di fronte a un doppiopesismo grottesco: da anni la sinistra accademica tace o giubila di fronte a docenti d'area che trasformano spudoratamente le cattedre in comizi politici e tribunali ideologici contro il Premier Giorgia Meloni e il governo di centrodestra — come accaduto ad esempio all'Università di Bologna durante lezioni di diritto —, invocando in quei casi una presunta 'libertà d'espressione'. Se però un professore di medicina analizza un modello scientifico ed esperienziale sul campo, scattano immediatamente il boicottaggio, la censura e la gogna. Mentre la sinistra usa le aule e la cattedra per fare militanza e schieramento politico, Azione Universitaria rivendica una visione esattamente opposta: noi vogliamo un'Università libera da indottrinamenti, dove al centro vi sia la scienza, la professionalità, il merito e la formazione rigorosa. Non accettiamo lezioni da chi scambia gli atenei per sezioni di partito. Rinnoviamo la nostra ferma e incondizionata solidarietà al docente. Chiediamo con forza ai vertici dell'Ateneo e alle istituzioni di non cedere a queste intimidazioni e di tutelare la serenità della didattica e la libertà di insegnamento da ogni forma di condizionamento ideologico”. - Azione Universitaria L’Aquila -