L'Anpi denuncia il declassamento dell’Ospedale di Giulianova

Qualsiasi emergenza chirurgica notturna tempo-dipendente costringerà i cittadini a rischiosi trasferimenti in ambulanza verso Teramo

- La Redazione

L'Anpi denuncia il declassamento dell’Ospedale di Giulianova

GIULIANOVA - L'Articolo 32, 1° comma della Costituzione Italiana recita: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti». Tale diritto non può essere subordinato a logiche di puro bilancio o a modelli organizzativi aziendalistici "Hub & Spoke" che allontanano i servizi salvavita dai territori. La ASL venga a riferire in un Consiglio Comunale aperto.

L’ANPI, Sezione Riccardo Cerulli di Giulianova esprime profonda preoccupazione e ferma condanna di fronte alle scelte contenute nel nuovo Atto Aziendale della ASL, che portano al definitivo declassamento del nostro Presidio Ospedaliero. Non ci incantano le rassicurazioni di facciata: la formale trasformazione della Chirurgia Generale in struttura semplice (UOSD) e la sua riduzione a soli interventi programmati diurni (Day e Week Surgery) rappresentano una rinuncia all'emergenza chirurgica sulla costa. È vero, come giustamente osservato da molti, che la Chirurgia soffriva già da anni di una gravissima carenza di organico e dell'assenza di un primariato fisso, con una guardia medica attiva che si fermava alle ore 20:00 lasciando spazio alla sola reperibilità notturna, ma le carenze di un servizio pubblico non si risolvono abolendolo come risulta nero su bianco. Si cancella, infatti, il diritto all'assistenza per acuti per un bacino costiero enorme, che triplica per esigenze nei mesi estivi.

Qualsiasi emergenza chirurgica notturna tempo-dipendente costringerà i cittadini a rischiosi trasferimenti in ambulanza verso Teramo o altri presidi, superando ampiamente i tempi della "golden hour" salvavita. Il Pronto Soccorso, privato del supporto chirurgico h24, rischia di trasformarsi in una mera stazione di smistamento.

L’ANPI, custode dei valori nati dalla Resistenza, di fronte a quello che ritiene un attacco ai principi cardine della Repubblica non può tacere. Smantellare la sanità pubblica di prossimità, infatti, significa tradire il mandato costituzionale infrangendo anche i principi di eguaglianza sostanziale poiché, nell’accesso alle cure d'urgenza, si creano cittadini di serie A e cittadini di serie B.

I cittadini di Giulianova e dei comuni limitrofi non possono subire passivamente sulla propria pelle scelte calate dall'alto, scoprendone gli effetti solo nel momento del bisogno.

L’ANPI di Giulianova chiede con forza:

la convocazione immediata di una Commissione Sanità Comunale aperta alla cittadinanza, o di un Consiglio Comunale straordinario aperto da tenersi in uno spazio pubblico idoneo a ospitare la massima partecipazione popolare;

la presenza obbligatoria del Direttore Generale della ASL, affinché venga a spiegare pubblicamente, punto per punto, le ragioni di queste scelte e a rispondere direttamente alle domande e ai timori dei cittadini, dei comitati e delle forze sociali.

 

La Costituzione si attua difendendo i servizi che garantiscono la vita e la dignità delle persone. Invitiamo tutta la cittadinanza, le associazioni e le forze politiche del territorio a mobilitarsi per fermare il declino del nostro ospedale.

 

La Segreteria ANPI Giulianova

Sezione Riccardo Cerulli