La memoria dei Rom e Sinti reclusi nel campo di internamento di Tossicia

Un convegno quale momento di riflessione collettiva con lo sguardo sulle forme di discriminazione di oggi

- La Redazione

La memoria dei Rom e Sinti reclusi nel campo di internamento di Tossicia

TOSSICIA - "Tossicia e la memoria dimenticata: Rom e Sinti e l'Italia di ieri e di oggi" nasce la scorsa estate in collaborazione con l'Associazione Toxicum 2.0 con l'intento di pensare Tossicia come una comunità sempre più aperta al mondo, capace di ripartire dalla propria storia, anche da quella più difficile e meno raccontata.

Del terzo campo di internamento fascista nel territorio provinciale, attivo tra il 1940 e il 1942, molto è stato studiato, ma resta ancora tanto da tramandare, soprattutto alle nuove generazioni. Da questa consapevolezza nasce l'idea di ospitare un primo convegno quale momento di riflessione collettiva dedicato al Samudaripen, il genocidio di Rom e Sinti durante il nazifascismo. Con uno sguardo proiettato al presente sulle diverse forme di discriminazione.

L'iniziativa, patrocinata dalla Provincia di Teramo, rappresenta un piccolo ma significativo esempio di collaborazione tra realtà culturali, associative e territoriali. Un ringraziamento speciale va all'Unione delle Comunità Romanes in Italia che, da anni, porta avanti un prezioso lavoro di tutela della memoria e dei diritti delle comunità romanì e al Museo delle Genti del Gran Sasso, custode della storia e delle identità del territorio abruzzese.

Il convegno si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Franco Tarquini alle 17:30 presso la Sala Espositiva "Giuseppe Melarangelo" - Museo delle Genti del Gran Sasso. Seguiranno interventi e approfondimenti dedicati alla storia del campo di internamento fascista di Tossicia.

Particolarmente significativo sarà il coinvolgimento degli studenti della Scuola Secondaria di Tossicia, protagonisti di una ricerca coordinata dalla professoressa Mariateresa Di Domenicantonio: un segnale concreto di come la memoria possa diventare strumento educativo e ponte tra generazioni. A seguire ascolteremo l'interpretazione di Papusza, figura simbolo della cultura rom, a cura della poetessa Alida Luciani, accompagnata dall'esecuzione di Gelem Gelem, l'inno internazionale del popolo rom.

L'evento di concluderà con un gesto altamente simbolico: la deposizione di una corona di fiori presso l'ex campo di internamento, per restituire dignità alla memoria e trasformare il ricordo in responsabilità collettiva.

Con questo primo convegno, rinnoviamo la scelta di guardare al futuro partendo dalla conoscenza della propria storia, riaffermando il valore della memoria come strumento di dialogo, inclusione e apertura verso il mondo. - Giorgio Giannella Presidente Comitato Provinciale ARCI Teramo -