"La grande evasione dal carcere e la cattura di Caldarale": Serpentini amplia la propria collana
Il decimo libro sul brigantaggio verrà presentato venerdì alle ore 18:00
- Walter Cori
TERAMO - Nel suo decimo libro della collana sul brigantaggio (il libro numero 104 della sua produzione, con un numero complessivo di ben 28.871 pagine), che verrà presentato venerdì 26 giugno 2026 alle ore 18:00 presso l’Ufficio IAT in Via Carducci a Teramo, Elso Simone Serpentini racconta gli eventi briganteschi verificatisi nel teramano dal luglio 1862 all’aprile 1863. Il fatto principale, che dà il titolo al libro (“La grande evasione dal carcere e la cattura di Caldarale”, si verificò la notte del 2 febbraio 1863, quando 55 detenuti, nella maggior parte briganti, evasero dal carcere di Teramo, calandosi nell’immondo budello del cesso, che portava dopo un paio di centinaia di metri in aperta campagna.
Tutti gli evasi, disperdendosi, si portarono, camminando a fatica sull’alta neve, in montagna, concentrandosi nella zona della Taverna di Ginepri, abituale ritrovo dei briganti. Dopo il manifesto filo borbonico del luglio 1862, il teramano viveva mesi di paura e il brigantaggio, pur colpito duramente, non era stato vinto , benché le relazioni ufficiali sullo “spirito pubblico” dicessero il contrario. Si susseguivano comparizioni, perlustrazioni, arresti e processi. Non pochi degli evasi vennero catturati, altri fuggirono, alimentando ronde, rastrellamenti e scontri e furono accanitamente ricercati. Bernardo Stramenga e altri capi si muovevano tra montagne e villaggi, sfidando truppe e guardie. Arresti e fughe erano annotati nei verbali ufficiali. Le famiglie dei briganti subivano perquisizioni e denunce. I comuni fornivano elenchi di assenti, sospetti e complici. Le bande restavano attive in tutta la provincia seminando paura e disordine, tra processi, incarcerazioni e fucilazioni che colpivano capi e complici. La caccia agli evasi dal carcere proseguì senza sosta, le cronache locali e i registri mostravano un territorio sospeso tra ordine e rivolta. Tra arresti, fughe, scontri e testimonianze, emerge nel libro di Serpentini un ritratto crudo e reale di uomini, paesi e montagne in guerra contro la legalità e le autorità. Il libro si chiude con un arresto eccellente quello del famigerato Nicola Di Giorgio, detto “Caldarale”, avvenuto il 28 aprile 1863.
Alla presentazione prenderanno parte Roberto Carlini e Luigi Guerrieri, che dialogheranno con l’autore, mentre Roppoppò il cantastorie eseguirà, accompagnandosi con il suo ddu botte, due brani inediti, musicati su testi appositamente composti da Serpentini, due ballate rispettivamente intitolate “La grande evasione” e “La taverna di Ginepri”.
L’’evento è organizzato dalla Associazione Alto Tordino, dall’Associazione I due versanti, dalla casa Editrice Artemia, con il patrocinio del Comune di Teramo e del Patto per la lettura Teramo. Sono previsti i saluti istituzionali del sindaco Gianguido D’Alberto.