Istituto penale per i minorenni, sicurezza in ombra
Le osservazioni della Cgil sulle criticità sia per lo stato di detenzione dei ragazzi che per il lavoro di dipendenti e polizia penitenziaria
- La Redazione
L'AQUILA - Lunedì 13 u.s., come Fp Cgil, a seguito di una richiesta di accesso agli atti abbiamo potuto visionare il DVR, il DUVRI che risultano firmati, in ultimo, dal medico competente il 9 Aprile. La prima cosa che abbiamo notato e segnalato è l’assenza del corrimano alle scale appena si entra, praticamente non c’era alcuna protezione nel scendere le scale con rischio di cadere sia dei dipendenti e agenti di polizia penitenziaria sia dei visitatori dei detenuti. Segnalazione che, ci giunge notizia, sia arrivata a buon fine tanto che sono stati fatti i lavori di sistemazione.
Altro elemento di osservazione è l’assenza del Certificato Prevenzione Incendi rilasciato dal comando Vigili del fuoco, la motivazione sarebbe, a detta del RSPP, che non è obbligatorio. In considerazione del fatto che un incendio pare sia già avvenuto e in considerazione della particolarità dell’Istituto che vede un rischio forte di incendi dolosi, sarebbe quanto mai opportuno prevedere detta certificazione al di fuori della sua obbligatorietà.
Sorprende, poi, vedere nell’analisi del rischio, per quanto attiene gli agenti di polizia penitenziaria e gli assistenti sociali, un risultato basso per quanto attiene Aggressione, violenze e rapine tanto da consigliare e non prevedere l’obbligo di diverse attività di riduzione del rischio quali formazione specifica, supporto psicologico e debriefing per il personale e agenti interessati.
Altra grande criticità è dovuta alla carenza di personale rispetto quello necessario per far funzionare l’IPM, mancano un funzionario e un assistente contabile per assicurare la corretta gestione economica finanziaria (al momento usano personale a scavalco che può essere solo temporaneo) e per quanto riguarda gli agenti penitenziari, rispetto all’organico previsto, si registra una grave carenza.
Quello che, però, colpisce più di tutto è l’assenza di un campo sportivo e di un campo attrezzato per le attività all’aperto, fondamentale per dare la possibilità ai ragazzi di scaricarsi emotivamente, ragazzi che possono fare solo attività al chiuso e che usano in modo importante tranquillanti e calmanti.
L’impressione finale che si ha è che l’Istituto, assolta la funzione strumentale alla comunicazione politica, abbia diverse criticità importanti con ripercussioni, sia sullo stato di detenzione dei ragazzi, sia sul delicato lavoro ad opera degli agenti di polizia penitenziaria, sia riguardo gli stessi dipendenti in servizio.
A L’Aquila è difficile rinvenire la funzione rieducativa del carcere, di cui all’art. 27 della costituzione, mentre appare in modo preponderante una funzione retributiva che avvolge ragazzi reclusi, chi li deve controllare e chi lavora nell’Istituto. - Il Segretario Generale Fp Cgil Abruzzo Molise Luca Fusari -