Iscrizioni università, -24% in Abruzzo. Gd: manca la politica della Regione

Il calo demografico è un dato oggettivo ma non è l’alibi per giustificare l'inerzia politica e la mancanza di investimenti

2026-03-04T13:03:00+01:00 - La Redazione

Iscrizioni università, -24% in Abruzzo. Gd: manca la politica della Regione

PESCARA - “Negli ultimi dieci anni l’Abruzzo ha perso il 24% degli iscritti universitari. Non è un numero astratto, è il segno evidente di una regione che non ha saputo – o voluto – investire con decisione sul proprio futuro. Mentre a livello nazionale il sistema universitario cresce e registra complessivamente centinaia di migliaia di studenti in più, il nostro territorio arretra. E arretra perché manca una strategia regionale forte e coerente sul diritto allo studio universitario”. Così il segretario regionale dei giovani Democratici Saverio Gileno, con Monaim Mouatamid, responsabile Università Gd Abruzzo.

“Come Giovani Democratici denunciamo da tempo l’assenza di una visione. Il calo demografico è un dato oggettivo, ma non può diventare l’alibi per giustificare l’inerzia politica – ribadiscono -. In Abruzzo il problema è l’insufficienza delle borse di studio, erogate puntualmente solo dopo 6 anni di ritardi e grazie al PNRR, la carenza cronica di posti letto, essendo ultimi in Italia per rapporto studenti/posti letto, il costo degli affitti in aumento che pesa sulle famiglie, la debolezza dei servizi e dei trasporti, la mancanza di un piano serio per rendere le nostre città realmente universitarie".

"A questo si aggiunge un fatto politico grave: da anni restano chiuse nei cassetti della Regione proposte concrete sul diritto allo studio e sull’educazione paritaria - aggiungono gli esponenti Gd - avanzate anche grazie al contributo dei Giovani Democratici e di tante realtà associative. Proposte che avrebbero potuto rafforzare il sistema scolastico e universitario. Invece si è scelto di non scegliere, di rinviare, di non considerare il diritto allo studio una priorità strategica, infatti attendiamo da oltre un anno che l’Assessore Santangelo porti al tavolo l’annunciata riforma del diritto allo studio universitario".

"Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l’Abruzzo perde studenti e con loro perde competenze, energie, futuro. Ogni ragazza e ogni ragazzo che sceglie di andare via per studiare altrove è una sconfitta per una regione che dovrebbe essere capace di attrarre, trattenere e valorizzare i propri talenti. Non basta rivendicare singoli interventi o annunciare investimenti spot, serve una politica strutturale che metta al centro il diritto allo studio come leva di sviluppo economico e sociale. Noi continueremo a chiedere che l’università e la formazione tornino ad essere una priorità nell’agenda regionale. Perché il diritto allo studio non è una voce di bilancio da comprimere, ma un investimento sul futuro dell’Abruzzo. E perché una regione che non crede nei suoi studenti è una regione che rinuncia a crescere”, concludono Gileno e Mouatamid.